Tunisia, export oltre i 3 miliardi di euro

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Export in Tunisia

In Tunisia, la serie di attentati terroristici, tensioni sociali ed incertezze politiche hanno rallentato la stabilizzazione economica. Questo ciò che emerge da uno specifico studio di Sace, che ha gettato luce gli scambi tra Tunisia e Italia. La crescita economica ha subito un rallentamento nel 2015 per il calo dell’attività nel turismo, la bassa domanda manifatturiera e mineraria.  Il deficit di partite correnti è stimato al 9% del PIL nel 2015 ed il deficit pubblico è invece stimato oltre il 4,5% con previsioni di miglioramento a partire dal 2017.

Tradizionalmente la Tunisia ha una propensione favorevole verso gli investimenti esteri, con un quadro operativo positivo, ma per quanto riguarda la bilancia dei pagamenti, il deficit di partite correnti rimane elevato a causa della debolezza della domanda estera e la performance negativa del turismo.
I settori delle nuove tecnologie e delle telecomunicazioni presentano buone opportunità di sviluppo e le zone di sviluppo regionale permettono alle imprese di godere di facilitazioni e finanziamenti a fondo perduto.

Mettendo sotto i riflettori, il commercio e la presenza italiana, la bilancia commerciale italiana registra un attivo stabile verso la Tunisia. Nel 2015 le esportazioni italiane hanno superato i 3 miliardi di euro, ma si sono ridotte del 7,8% rispetto al 2014. I settori principali dell’export italiano sono stati moda (19%), prodotti della raffinazione (16%), prodotti siderurgici (15%) e della meccanica strumentale (11%). Le importazioni dalla Tunisia sono aumentate del 4,4%, costituite per lo più da prodotti tessili e alimentari. L’Italia è tra i principali investitori stranieri in Tunisia, e nel Paese sono presenti circa 750 imprese italiane, attive soprattutto nel settore tessile e dell’abbigliamento.

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