Subfornitura: ieri, oggi e domani

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Street Signs_blank7Il futuro della subfornitura sarà complesso e articolato. Ci saranno squadre di poteri economici finanziari che si contenderanno il mondo: Stati Uniti, Inghilterra e Germania da una parte, Russia dall’altra, Cina ed alcuni paesi del sud est asiatico dall’altra ancora e, infine, gli Emirati Arabi Uniti, Qatar e Arabia Saudita come squadra rappresentante del mondo arabo. Perciò non avremo più i vecchi due blocchi, ma almeno quattro. Poteri industriali che si confronteranno aspramente tra loro, come la Germania, gli Usa, la Cina, Taiwan, il Vietnam, ma anche l’Italia, la Francia, la Turchia e il Messico. Poteri legati alle produzione di materie prime che cercheranno di predominare rispetto ai non produttori e di determinare le scelte politiche dei singoli paesi, in alcuni casi anche a costo di piccoli conflitti bellici. La Russia, il GCC tutto, gli States, l’Africa, la Cina, il Venezuela, l’Iran, saranno tra i maggiori protagonisti di questo pezzo di futuro. Poi infine avremo tutta una serie di paesi apparentemente silenti come l’India, la Polonia, il Marocco, l’Egitto, il Messico, il Cile, il Brasile, l’Angola e diversi altri, che con percentuali diverse, con storie diverse ed importanze diverse, dovranno trovare il proprio equilibrio interno per poter giocare la partita da veri protagonisti. Insomma, un bel po’ di vivacità in più rispetto al secolo scorso. A tutti questi paesi, la nostra meccanica può dare molto, dando risposte puntuali e rispondendo a tutte le singole esigenze. Lo stiamo facendo con le piastrelle con incrementi dell’export nel 3° trimestre del 2014 del 6,3%; con il comparto delle macchine per l’imballaggio con un aumento del 6,2% di export. Con le macchine alimentari (+10,6%), con le macchine utensili con un +19,3% nel 4° trimestre 2014; con i ciclomotori (+6%); con le macchine per l’industria ceramica (+6,5%) e il biomedicale (+0,9%). Senza dimenticare assolutamente la motoristica sportiva e l’aeronautica, oppure le macchine per la lavorazione del legno, il comparto delle macchine per il divertimento, il movimento terra ed anche le macchine e gli impianti per il settore agricolo (seppur con qualche segnale di debolezza di quest’ultimo). In tutti questi comparti noi italiani e la nostra meccanica e i nostri subfornitori, esprimiamo qualità, professionalità, capacità di fare, affidabilità, valori che faticosamente abbiamo saputo affermare in questo complicatissimo panorama industriale ed economico mondiale. Ma come sempre tutti questi risultati positivi non sono sufficienti. Non possiamo pensare di competere con tutti i paesi sopra citati, senza avere a mente l’aspetto costo del prodotto, e la crescente capacità produttiva metalmeccanica di questi stessi paesi. Perciò, dobbiamo pensare di migliorare costantemente in termini di progettazione di prodotti sempre più innovativi e tecnologicamente avanzati; crescere sulle competenze produttive, inserendo soluzioni d’avanguardia come la stampa 3D o futuribili come la virtualizzazione e l’internazionalizzazione della filiera della subfornitura meccanica; crescere sull’uso di materiali innovativi come possono essere i metalli natrattati. Consci che qualche produzione la dovremo lasciare sul campo (quelle a basso valore aggiunto) a favore dei metalmeccanici di altre Nazioni; che qualche filiera e le sue aziende le perderemo. Ma non sarà sufficiente ancora. Infatti, le aziende metalmeccaniche, anche quelle di subfornitura, dovranno avere un’attenzione costante alla gestione interna della propria azienda, dal punto di vista della gestione dei conti, dell’organizzazione, della logistica interna ed esterna e molto altro ancora. Qualcuno da contoterzista diversificherà a tal punto, da trasformare la propria attività in un conto proprio. Alcune continueranno il processo di aggregazione, formando delle reti d’impresa per una maggiore condivisione delle competenze, delle esperienze e delle opportunità. Ciò che il subfornitore sarà chiamato a fare nei prossimi anni, sarà quello di formarsi su tutti questi aspetti, puntare sull’efficienza e sulla flessibilità, essere organizzato, e oientato alla produzione di prodotti di nicchia o comunque di difficile realizzo. Una subfornitura dinamica, internazionalizzata, ma soprattutto una subfornitura meccanica gestita da persone, titolari, managers e dipendenti, capaci di leggere ed interpretare non solo i disegni meccanici dei committenti, ma anche le sfumature del presente, utili per gettare le basi del proprio futuro aziendale.

E voi cosa ne pensate?

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