Subfornitore: I want you

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subfornitore: i want you

subfornitore: i want youVi ricordate la famosa esperessione che apparve sui manifesti dell’Esercito degli Stati Uniti “I want you for U.S Army”? L’Esercito americano, lo Zio Sam, voleva proprio quel ragazzo lì che passava davanti al manifesto. Era come se lo Zio Sam conoscesse tutta la gioventù maschile americana. Un messaggio mediatico importante, centrato, capace di colpire subito dritto al bersaglio, capace di colpire nella parte più vibrante di questo popolo, ovvero l’essere orgogliosi di essere americani e sempre pronti a servire lo Zio Sam. Ebbene nel mondo di oggi, così veloce, così intrecciato, intricato, concorrenziale, diventa fondamentale essere visibili, comunicare bene la propria presenza, e colpire subito nel cuore del cliente.
Già perché noi siamo lo zio Sam del manifesto. Cosa possiamo volere come azienda metalmeccanica? Colpire l’attenzione del nostro cliente, interessarlo, fare in modo che si ricordi di noi. Deve essere così, altrimenti ne va della salute ed esistenza della stessa nostra azienda.
È necessario comunicare l’essenza dell’impresa, i valori aggiunti di cui beneficerebbe dal momento in cui ci sceglierebbe come suoi fornitori. Il nostro cliente deve essere incanalato in un percorso mentale, pratico e nel nostro caso anche produttivo, tale per cui è indotto a scegliere solo noi. E noi vogliamo lui. Ma come si può raggiungere questo obiettivo? L’immagine in primo luogo. Una buona immagine dell’azienda, del logo, dei contenuti, una buona immagine di tutto il personale, una buona immagine produttiva, con reparti ordinati disegnati ad hoc e ben distribuiti. Un’immagine in linea con il settore di appartenza e in linea anche con i tempi contemporanei in cui si vive. E sì perché è bene che sappiate che si può aggiornare anche il marchio e il logo e l’intera comunicazione di una impresa, pur di riuscire ad aumentare le possibilità di avere proprio lui e di essere proprio noi i suoi unici fornitori. Di recente un grosso gruppo bancario a livello nazionale italiano, ha modificato pesantemente la propria immagine con cui si presenta al cliente. Lo ha fatto per stare al passo coi tempi odierni. Ha modificato completamente la propria immagine andando a premiare i clienti e il modo con il quale noi tutti (già è anche la mia banca), normalmente usavamo chiamarla, identificarla. Ora quella consuetudine di strada, è divenuto il nome vero dell’istituto bancario. Voleva noi, ed ha modificato la propria immagine. Accanto a questo dobbiamo puntare sulla nostra specializzazione più vera, quella sulla quale nessuno può attaccarci mettendoci in scacco. Essere oggetto di confronto sì, sempre, ma anche sempre vincitori di questa ipotetica competizione perché stiamo puntando su ciò che di meglio sappiamo fare. Ma non basta. L’immagine e le nostra specializzazione dobbiamo trasferirle e ribadirle in maniera quotidiana, usando tutti i canali di promozione e quindi di comunicazione possibile. Il sito, i social network,le fiere, gli open house, gli incontri b2b, tutto deve ricondurre alla nuova impostazione dell’azienda e deve servire a ribadire la propria nuova immagine. Se poi per il settore di appartenenza vi fosse anche una rivista specifica, vorrei che anche questa seguisse questo percoso di rivisitazione complessiva. Nulla deve essere dettato dal caso, perché il futuro non arriva cosi all’improvviso bensì, si costruisce.
                                                                                        Voi cosa ne pensate?

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