Stampa 3D ossia la terza rivoluzione industriale?

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Quale impatto hanno su industria e società le nuove tecnologie di stampa in tre dimensioni? Se ne è parlato al Plast 2015, il Salone internazionale triennale per l’industria delle materie plastiche e della gomma, organizzato da Promaplast Srl, in occasione del convegno “Stampa 3D: oggi e domani”.
Gli interventi dei professori Giampaolo Azzoni e Ferdinando Auricchio dell’Università di Pavia hanno introdotto la portata sociale di un settore che si affaccia alla “terza rivoluzione industriale” e che affianca l’immediatezza di produzione del settore informatico ai metodi industriali classici.
La possibilità di realizzare oggetti partendo da modelli virtuali sta cambiando i processi di produzione e distribuzione, aumentando il margine di realizzazione di oggetti particolari e emancipando i produttori dai condizionamenti delle economie di scala: ne emerge una nuova dimensione manifatturiera, in cui si incanalano le ricerche industriali.
Si delinea infatti un mercato dove all’industria professionistica specializzata si affiancheranno service-provider tecnicamente attrezzati per poter rispondere direttamente alle esigenze del consumatore.

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Ritorna quindi un’etica del “do it yourself” che avvicina il consumatore alla plastica come materiale di lavoro anche quotidiano. In questo senso si possono interpretare le parole dell’Amministratore Delegato di Promaplast Mario Maggiani, quando parla di avvicinamento “dei giovani alla plastica”, la cui immagine si allontana dall’idea di sovrapproduzione e inquinamento per avvicinare la dimensione di una produzione a misura d’uomo.
In uno scenario in rapida evoluzione, gli sforzi dell’industria si orientano allo sviluppo di macchinari e materiali che possano influenzare le metodologie di produzione. Il convegno si è chiuso con un intervento sull’ambito sanitario della stampa 3D che offre la possibilità di registrare e riprodurre in 3D l’anatomia umana e di realizzare prodotti con caratteristiche formali specifiche per ogni individuo, incentivando nuovi sviluppi per il mercato annesso alla ricerca medica.

1 COMMENTO

  1. La vera rivoluzione sarà quando ogni progettista, designer, architetto o comunque chiunque progetti oggetti o sistemi in 3D avrà sulla scrivania o comunque in ufficio una stampante 3D a fianco della tradizionale stampante a carta. Questo permetterà di verificare in tempo reale l’aspetto, l’assemblaggio, la funzionalità, l’ergonomia delle parti progettate e di conseguenza di correggerle sempre in tempo reale per arrivare ad una versione definitiva da mandare in produzione completamente verificata riducendo così drasticamente i tempi del time to market ed i costi di pre-produzione. Solo quando tutto questo sarà compreso e messo in pratica si potrà parlare di vera rivoluzione industriale, purtroppo ad oggi le persone e le aziende che hanno capito questo sono ancora molto poche, noi in qualità di distributori di sistemi di prototipazione rapida stiamo cercando di diffondere questa cultura ma il percorso è tutt’altro che facile.
    Abbiamo comunque notato un crescente interesse che speriamo si traduca presto in fatti, siamo stati i primi in Italia a proporre ed in fase conclusiva per la vendita ad un’importante università un BIOPLOTTER, ovvero un sistema in grado di riprodurre tessuti umani relativamente complessi, speriamo che questo sia di buon auspicio e che i notevoli vantaggi che la stampa 3D può introdurre in qualsiasi realtà siano presto evidenti a tutti perchè qui l’unico limite è veramente la fantasia e la creatività.
    Emanuele Balasso
    emanuele.balasso@ininso.it
    http://www.galassia3d.it

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