Siderpress Spa: quando il laser la fa da padrone

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davidebassaSiderpress S.p.A. (Spilamberto, MO) vanta 60 anni di storia e oggi rappresenta una realtà di riferimento nel settore delle carpenterie industriali e civili.  Subfornitura News ha  intervistato l’ amministratore unico, Davide Pelloni, che ha esordito: «Recentemente, abbiamo “distaccato” il reparto di lavorazione lamiera, ora Siderpress Lamiere S.r.l., e affidato ad ex collaboratori di Siderpress S.p.A. Si tratta di un gruppo di giovani uomini preparati a raccogliere e affrontare le sfide future del mercato, grazie all’esperienza “trasferita” di oltre 60 anni di attività e a un importante parco macchine diversificato e all’avanguardia». Quanto all’attuale fase del mercato, Pelloni commenta: «La crisi ha colpito indistintamente tutti i settori, ma noi notiamo che ci sono alcune aziende che stanno lavorando più di altre. Si tratta di quelle che esportano. Certo, per le imprese subfornitrici, specialmente quelle piccole, è difficile lavorare direttamente con l’estero, ma è importante che almeno abbiano clienti che a loro volta esportino. Altrimenti, ci si ritrova in grossa difficoltà».

Com’è cambiato, in questi anni, il rapporto tra fornitore e cliente? «Fornire un servizio di qualità è sempre più decisivo: occorre essere veloci nel dare risposte, puntuali nelle consegne, flessibili nelle richieste. L’azienda che si adegua a livello organizzativo e dal punto di vista tecnologico viene premiata, altrimenti il mercato la respinge. Anche perché di anno in anno le richieste del mercato sono sempre più esigenti e frazionate, con tempi di consegna sempre più ridotti, le nuove tecnologie “livellano” la qualità del prodotto di subfornitura e i lotti “numericamente importanti” o con tempi di consegna non stringenti, per ragioni di costo, stanno e sono già emigrati in altri Paesi».

Quali sono le principali difficoltà del mercato? «Quelle legate alla mancanza di liquidità. Da una parte le banche non sostengono le imprese, dall’altra gli insoluti di alcuni clienti cominciano a essere troppi. Insomma, i problemi finanziari frenano gli entusiasmi e rallentano l’intero sistema degli investimenti, senza poi parlare della mancanza di flessibilità e dell’elevato costo del lavoro».

Fate una “selezione” tra clienti? «Certamente è necessario che il cliente sia affidabile dal punto di vista dei pagamenti. Per quanto concerne l’aspetto produttivo, tuttavia, oggi il mercato non permette di rifiutare alcuna commessa. Per andare avanti, è necessario sapere e voler fare di tutto, anche i lavori più “ostici”».

Può individuare qualche trend tecnologico del momento? «Ormai da diversi anni il laser la fa da padrone. Riteniamo che questo tipo di tecnologia sia necessaria per produrre pezzi in maniera competitiva, nonostante gli alti costi di investimento, manutenzione e consumo. Le macchine laser garantiscono precisione, velocità e soprattutto massima flessibilità; oltretutto, possono essere automatizzate per produrre anche senza presidio e su più turni, il che è quello che chiede oggi il mercato. Tuttavia, in alcuni casi applicativi, a seconda degli spessori, del materiale e del grado di finitura richiesto, il taglio plasma ad alta definizione e il waterjet rappresentano valide alternative al laser».

Ritiene che in futuro la fase economica possa riprendersi? «È impossibile rispondere a questa domanda. Ormai da 4-5 anni sembra che la situazione sia in procinto di riprendersi, ma ogni volta le nostre speranze vengono deluse. Oggi il mercato è sempre più povero e spietato. Molte aziende hanno chiuso e altre chiuderanno. E quelle che sopravvivono non se ne avvantaggiano perché, oltre ai subfornitori, chiudono o falliscono anche i committenti. Inoltre, i subfornitori sono particolarmente legati a una regione, un territorio, ed è difficile che abbiano clienti “lontani”: ciò rende le loro possibilità di ripresa meno ampie rispetto ad altre imprese. Insomma, la situazione è dura, siamo di fronte a un impoverimento generale e, ripeto, ciò che conta per andare avanti è garantire un servizio qualificato, diversificato e flessibile, supportato da attrezzature in grado di soddisfare la maggior parte di richieste. Il tutto deve poi essere “servito” a prezzi ragionevoli tentando in qualche modo di ridurre i prezzi di produzione. Queste saranno le condizione alle quali dovremo sempre più abituarci a lavorare anche in futuro».

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