Siamo fuori dall’inverno economico?

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siamo fuori dall'inverno economico

siamo fuori dall'inverno economico

Ci apprestiamo a chiudere il primo semestre 2015. Abbiamo appena superato un periodo primaverile nel quale è consuetudine che in questa stagione tutto rifiorisca e rinasca. La primavera e l’estate mettono allegria e positività e fanno scordare col loro tepore, il freddo inverno passato. Cosi anche la meccanica sembra essere fuori dai momenti più bui della lunga e gelida stagione invernale. Ripartono gli ordini, risale la fiducia degli operatori, e manifestazioni fieristiche come il Mecspe, pieno di tanta belle aziende e di prodotti di altissima qualità, testimoniano il momento tornato più positivo di qualche tempo fa. E’ arrivato anche il tempo dell’Expò 2015 (finalmente), forse vero driver di crescita per alcuni comparti metalmeccanici. Tutto ciò si sta traducendo quindi in più ordini. Conseguentemente maggiore possibilità di vedere il prossimo futuro più roseo. Ma dobbiamo ancora lavorare molto per mantere questo trend positivo, perché in realtà l’Istat fotografa una situazione positiva dal punto di vista del fatturato industriale, pari ad un +0.6% rispetto al mese precedente mentre in termini annui invece, si assiste ancora ad un risultato negativo pari ad un 0.9%. Questo grazie al saldo tra la poca crescita interna -1.6% e le esportazioni cresciute di uno 0,8%. Se andassimo poi ad analizzare con più puntualità alcuni dati, noteremmo che vi sono settori i quali fanno registrare risultati importantissimi e positivi (trasporti +15%; beni strumentali +3.9%) e settori dove invece si registrano valori con segno meno come la chimica (-0.6%). Accanto a tutto ciò inizia ad essere positivo anche il dato dell’economia interna, ancora troppo debole, sfiduciata da una parte e troppo provata dall’altra, ma comunque capace di invertire un po’ la rotta portandosi ad un +1.6% rispetto all’inizio del 2015. Piccoli segnali che fanno ben sperare. Il Pil di diverse regioni industrializzate possiamo considerarlo in lievissima crescita o tutto al più in stagnazione. Segnali positivi arrivano poi dal fonte della cassa integrazione dove in alcune regioni si è tornati ad assumere. Buona, ma non ancora sufficiente, la ritornata volontà di concedere credito da parte delle banche anche alla piccola e media impresa metalmeccanica. In questo periodo si assistono fenomeni strani come quelli in cui direttori di importanti istituti bancari chiedono ad operatori imprenditoriali ed associativi, se è realmente percebile dalle aziende, il reale desiderio da parte delle banche stesse, di concedere più credito. Se si intervistano gli imprenditori poi, il saldo ottimisti-pessimisti risulta positivo e dopo molti semetri negativi oggi possiamo parlare di un +9%. La considerazione dell’aumento della produzione è positivo (+51.6%), quella degli ordini totali (esteri soprattutto) altrettanto. Ma quindi nulla da criticare? In realtà se segnali positivi ve ne sono, dall’altra l’industria italiana dovrà proseguire il percorso di posizionamento sui mercati esteri tenendo presente che nel frattempo anche gli altri paesi sono cresciuti in termini di competente e qualità, e il paese dovrebbe capire definitivamente, che un sistema con una pressione fiscale come la nostra ed una burocrazia cosi pressante, non aiutano di certo la crescita e lo sviluppo di una nazione.

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