Sacmi: export e solidità finanziariate

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Giuliano Puglia
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Giuliano Puglia, direttore generale del Sacmi Packaging Spa

SACMI è un gruppo di riferimento internazionale nei settori delle macchine per Ceramics, Packaging e Food, grazie a tecnologie innovative, alla ricerca continua di alti standard qualitativi e a un efficace e puntuale servizio al cliente. Il marchio è presente in 26 Paesi con oltre 80 società (stabilimenti produttivi, aziende di distribuzione e di servizio) che fanno capo alla sede di Imola attraverso la holding di partecipazioni HPS S.p.A. Il direttore generale, Giuliano Puglia, osserva: «La situazione non è ancora del tutto convincente nei Paesi cosiddetti “evoluti”, mentre è assai più interessante in quelli in via di sviluppo. Ciò deriva dal fatto che in tali Paesi sta crescendo il costo della manodopera, il che invoglia le imprese a investire in sistemi automatizzati per il confezionamento. In Italia, mercato per noi minoritario rispetto al resto del mondo, l’ambito più interessante è quello delle “bag-in-box” per il settore del vino».

Quali sono le principali tendenze del momento? «Il cliente, oggi più di ieri, è attento all’aspetto finanziario oltre che a quello tecnologico. Il “made in Italy” è sempre molto apprezzato sui mercati internazionali, tuttavia i clienti, in particolare esteri, reclamano anche una certa solidità e affidabilità dei propri fornitori, solidità che non sempre le imprese italiane esportatrici hanno saputo garantire in questi tempi di crisi. Quanto al discorso squisitamente tecnologico, il mercato chiede macchine che mirino da una parte a ridurre i costi dell’imballo, dall’altra ad ampliare le possibilità applicative. Per esempio, nell’ambito delle grandi comunità, delle mense ospedaliere, delle “hard discount”, ecc., sono allo studio nuovi tipi di imballi che permetteranno di ridurre lo spreco di materiale e l’ingombro». Giulian Puglia si lascia poi andare a un commento “severo”: «Certo, la crisi generalizzata frustra in parte la voglia delle imprese di investire in ricerca tecnologica: attualmente, a farla da padrone, più che lo sviluppo di prodotti innovativi, è la richiesta di soluzioni che permettano di risparmiare. Mi auguro che in futuro il trend cambi».

A proposito di futuro, quali sono i settori su cui punterete con maggiore forza? «Come anticipato, noi stiamo lavorando molto nell’ambito delle bag-in-box che inaspettatamente si sta diffondendo in diversi settori oltre a quello delle bottiglie di vino, e cioè delle bottiglie d’acqua, dell’olio, dei flaconi per detergenti, ecc. Riteniamo possa darci parecchie soddisfazioni nel campo delle confezioni sia in ambito domestico, sia in uso presso le comunità». Giulian Puglia termina con una considerazione a tutto tondo: «Nel settore del packaging i margini di guadagno sono abbastanza ridotti, quindi i nostri sforzi sono orientati ad ottimizzare la produzione nella costruzione di nuove macchine. Cerchiamo cioè di contenere costi e sprechi al fine di essere maggiormente competitivi sui mercati internazionali. Non c’è altra soluzione».

Monoblocco “Bag in  Box” (cortesia Sacmi).
Monoblocco “Bag in Box” (cortesia Sacmi)

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