Sace e Marocco: investimenti nell’industria meccanica

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Sace, Marocco, internazionalizzazione

SACE prende parte alla missione del Ministero dello Sviluppo Economico in Marocco e annuncia 200 milioni di euro di nuove operazioni allo studio nel Paese. Il portafoglio di operazioni di export e investimenti italiani assicurati da SACE in Marocco si concentra prevalentemente nei settori dell’industria meccanica e delle infrastrutture e costruzioni, oltre che nell’aeronautico/navale e ammonta oggi a oltre 70 milioni di euro, rappresentando da solo il 17,6% dell’esposizione complessiva in Nord Africa del gruppo assicurativo-finanziario italiano.

L’Italia è attualmente il sesto fornitore del Marocco, con un export che ha superato il valore di 1,5 miliardi di euro nel 2013, in crescita del 12% rispetto all’anno precedente.Cifre che, secondo gli auspici di SACE, potrebbero crescere ulteriormente nei prossimi due anni. Sebbene inserito in un quadro regionale molto complesso e caratterizzato da elevata instabilità, il Marocco rientra infatti nella rosa di mercati emergenti identificati da SACE come destinazioni a elevato potenziale, con profili di rischio bassi o medi ma in progressivo miglioramento, che potrebbero offrire all’export italiano un potenziale pari a 38,5 miliardi nei prossimi due anni*.

Sace, Marocco, internazionalizzazione

Le nostre vendite nel Paese si concentrano soprattutto nei settori della meccanica strumentale (che pesa per il 21,7%), moda (20,7%), mobili e gioielli (8,9%) e metallurgia (8,6%), in virtù del crescente dinamismo socio-economico marocchino e dello sviluppo del tessuto industriale. Per il futuro, un driver importante di crescita per l’export italiano è legato all’impegno del governo locale, che sta attivando programmi di attrazione degli investimenti in settori quali l’automotive, l’aerospaziale, le nuove tecnologie, la logistica e le infrastrutture – questi ultimi trainati dal mega progetto di ampliamento della capacità del porto di Tanger Med.

*SACE ha recentemente identificato un gruppo di 15 mercati emergenti, caratterizzati da meriti creditizi ormai stabilmente positivi (Brasile, Cina, India, Malaysia, Messico, Polonia, Sudafrica, Perù) o medi, ma in progressivo miglioramento (Algeria, Colombia, Filippine, Indonesia, Kenya, Marocco, Turchia)  che potrebbero generare 38,5 miliardi di nuovo export per l’Italia nei prossimi due anni, a patto che le nostre imprese riorientino verso di essi le proprie attività. (Cfr. FOCUS ON, SACE, Mappa dei Rischi 2014. Quali opportunità in un mondo sempre più incerto e volatile?)

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