Pesci robotici per il rilevamento di scorie nucleari

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In un futuro non troppo lontano squadre di tartarughe marine e pesci robotici potranno effettuare autonomamente missioni pericolose come il rilevamento di scorie nucleari. I ricercatori del National University of Singapore (NUS) stanno studiando unità robotiche subacquee con un cervello proprio. In particolare, il team di ingegneri, guidato da S.K. Panda, sta ultimando una tartaruga marina robotica che potrà muoversi sott’acqua come una vera tartaruga, anche a profondità elevate. Spiega l’ingegnere: “Il nostro robot non utilizza il sistema di zavorra che viene comunemente usato nei robot sottomarini per le immersioni o per funzioni di affondamento, quindi essendo più piccolo e leggero, può trasportare carichi più grandi e svolgere compiti più complessi, come la sorveglianza, il monitoraggio della qualità delle acque o la raccolta di energia. Inoltre può entrare nei tunnel verticali o nei tubi sul fondo marino con diametri molto piccoli”. Grazie a peso e dimensioni ridotte, questo robot presenta anche una migliore efficienza energetica ed è dotato di un meccanismo di autoricarica, che elimina la necessità di tornare alla stazione base. È agile e in grado di girare spigoli di piccolo raggio, senza perdere velocità.
Prosegue il ricercatore: “Possiamo costruire una squadra di minuscole tartarughe che comunicano tra di loro e operano in collaborazione nello svolgimento delle loro mansioni. Con una migliore manovrabilità possiamo accedere a posti sempre più piccoli e stretti.”
Il team ha progettato e sviluppato altri quattro prototipi subacquei: un robot sferico che imita un pesce palla, ma utilizza una propulsione a getto simile a meduse e calamari, e tre pesci robotici di diverse forme. Questi robot sono scalabili, modulari e furtivi, cioè sono capaci di evitare la rilevazione.
“In 3-5 anni inventeremo un robot in grado di svolgere missioni di intervento sul posto. Nel prossimo futuro contiamo di sviluppare un robot subacqueo con i muscoli capace di ondeggiare come un vero pesce. Per questo, abbiamo bisogno di sviluppare attuatori speciali. Inoltre vorremmo realizzare degli schemi che consentano al robot di rispondere agli stimoli esterni in modo da prendere decisioni determinanti per completare le missioni critiche” conclude Panda.

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