Reti d’impresa e normativa italiana. Ultimi aggiornamenti

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normativeLa materia delle reti di impresa è regolata con l’istituto del contratto di rete, introdotto dai capitoli 3 e 4 della Legge 33 del 9 aprile 2009 di conversione del decreto legge 5 del febbraio 2009 (Decreto incentivi) ed evoluto poi nel tempo. Tappe fondamentali sono state la legge 99 del 23 luglio 2009 (articolo 1), il decreto legge 78 del maggio 2010 e la relativa legge di conversione 122 del luglio 2010, il decreto 83 del luglio 2012 (Decreto sviluppo) e la Legge 17 dicembre 2012 numero 221 che ha convertito, con modifiche, il Decreto legge del 18 ottobre 2012 numero 179 recante Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese (Sviluppo Bis). La nuova legge è entrata in vigore il 19 dicembre 2012 con interventi importanti che contribuiscono a delineare il quadro complessivo della normativa. Sono stati chiariti alcuni passaggi tecnici della legge 134/2012 (conversione del Decreto sviluppo) per definire un quadro di riferimento giuridico più preciso e dando maggiore operatività alla disciplina. Con il decreto legge 179/2012 e la relativa legge di conversione 221/2012 si ribadisce che il contratto di rete non è dotato di soggettività giuridica, chiarendo l’incertezza normativa generata con la legge 134/2012. Può esser stipulato per atto pubblico, scrittura privata autenticata o «atto firmato digitalmente». L’architettura contrattuale è descritta dalla legge che individua contenuti obbligatori e facoltativi. Obbligatori sono gli obiettivi strategici (accrescimento di capacità innovativa e competitività) e il programma di rete, con i diritti e gli obblighi assunti dai partecipanti le modalità di realizzazione dello scopo comune. Il contratto deve essere annotato in ogni registro delle imprese presso cui sono iscritte le aderenti. Le successive modifiche sono depositate dall’impresa incaricata presso il suo Ufficio del registro delle imprese, che le comunica a tutti gli altri uffici interessati. Il contratto può prevedere un fondo patrimoniale: così la rete acquista soggettività giuridica e può iscriversi come posizione autonoma nel registro delle imprese. Può prevedere un organo comune «incaricato di gestire (…) l’esecuzione del contratto o di singole parti o fasi dello stesso». Nel caso l’organo comune non sia previsto, l’esecuzione del programma è gestita dalle parti. Le reti possono accedere ad alcune misure di incentivazione previste per i distretti dalla Finanziaria 2006 e a una sospensione d’imposta per le imprese che conferiscono parte degli utili nel fondo patrimoniale per realizzare investimenti previsti nel programma comune. La legge 134/2012 contempla che i consorzi per l’internazionalizzazione possano beneficiare dei contributi statali stipulando contratti di rete con Pmi.

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