Rete Seed: all’estero con soluzioni chiavi-in-mano

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Gianfranco Ros
Gianfranco Ros
Gianfranco Ros

Non solo in Romagna lo storico spirito della cooperativa miete proseliti visto che la rete Seed nata nella provincia di Pordenone ha dato la veste ufficiale di un contratto di rete al fitto dialogo sinergico già in essere da tempo presso un gruppo di aziende della zona. Si tratta di Ros, specialista della carpenteria e del montaggio, di Alfa Elettronica e degli stampisti di Eps; di Costam che svolge lavorazioni meccaniche e di Bettin Angelo con competenze sulla tornitura e l’asportazione truciolo. Con loro anche Prosem, originaria responsabile del progetto di automazione per macchine agricole dal quale Seed è scaturita; e l’altro assemblatore Martin Stefano. Forte di 250 addetti in totale la rete offre però qualcosa in più rispetto ad altre forme collaborative, per quanto fortunate possano essere. «È importante per proporsi sui mercati esteri con prodotti finiti e soluzioni chiavi-in-mano», ha detto il titolare della capofila Gianfranco Ros, «a clienti che certo non sono abituati a relazionarsi con singoli, piccoli artigiani o officine. L’aggregazione è attiva di fatto solamente da pochi mesi ma sia in Italia e sia oltreconfine i primi riscontri ottenuti sono davvero interessanti e lasciano sperare». Sia per merito del network o sia per le capacità individuali, il fatto certo è che dallo scorso settembre alla primavera del 2014 Ros ha aggiunto 15 persone al suo organico e il reclutamento è bene avviato anche presso le partner. Quanto all’internazionalizzazione gli affiliati a Seed ne avevano già saggiato il gusto in precedenza: «L’Italia rappresenta oggi solo il 30% del fatturato di Ros», ha detto l’intervistato, «e da soli quanto in partnership ci affacciamo in Svizzera e in Spagna, nonostante il panorama tedesco sia naturalmente quello che adesso ci interessa in maggior misura». Seed non si è per il momento posta specifici obiettivi di business ma ha idee precise circa le possibili evoluzioni del prototipo di apparato agricolo cui sta lavorando e che deve diventare un esemplare di serie da realizzare in oltre 50 pezzi l’anno. «Non solo possiamo andare oltre il particolare offrendo prodotti finiti», ha concluso Gianfranco Ros, «ma insieme possiamo anche dare alla clientela un più ampio ventaglio di servizi e lavoriamo ora su strategie commerciali unitarie». Com’è lecito attendersi, anche per Seed il passaparola funziona e le domande di alleanza fioccano.

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