Rete Coneng: uniamoci e internazionalizziamoci

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Da sinistra, gli esponenti della rete romagnola Coneng: Mario Picone (Meccanica 2000 Snc); Stefano Soldati (titolare di M.P.C. srl); Alex Mancini (Mancini Mec-Service Srl); Loris Siboni (Meccanica 2000 Snc) e Marcello Mancini (Mancini Mec-Service Srl).

Neofita delle esperienze di rete ma entusiasta del paradigma e delle sue potenzialità si è dimostrato Alex Mancini, responsabile di quella Mancini Mec-Service che formalmente dal luglio del 2013 è al centro del progetto Coneng, acronimo per Company network engineering. Oltre alla società di Mancini il network raggruppa anche Meccanica 2000 e Mpc Srl per un totale di 60 addetti raggiunto anche grazie alle quasi dieci assunzioni avvenute dopo l’ufficializzazione dell’iniziativa. «Coneng», ha raccontato Mancini a Subfornitura News, «nasce sotto l’egida di Confartigianato e grazie all’accordo fra imprese che già da anni agivano in collaborazione. Abbiamo alle spalle esperienze comuni e lo scopo di internazionalizzare il nostro business servendo meglio anche i clienti italiani». Le specializzazioni dell’aggregazione romagnola riguardano soprattutto operazioni di tornitura e lavorazioni a controllo numerico su dimensioni variabili dai 10 ai 1.000 millimetri e la più stretta cooperazione darà modo al trio di affrontare campionature e lotti di media e medio-alta produzione. Al culmine di un cammino avviato già alla fine del 2012 e transitato per l’edizione 2013 del Mecspe di Parma, le buone prospettive di Coneng attraggono già la curiosità di altri potenziali partner: «Non mancano certo le richieste in tal senso», ha detto Mancini, «e l’affiliazione di realtà diverse è un’ipotesi che teniamo seriamente in considerazione. Da questo punto di vista le competenze ideali potrebbero esser quelle della rettifica, della dentatura, oppure dei trattamenti termici e superficiali». Anche se l’x-factor per il successo è l’elemento umano: «Credo che il modello delle reti funzioni e possa imporsi», ha riflettuto Mancini, «ma flessibilità e spirito di sacrificio insieme alla capacità di adattarsi alle idee altrui sono condizioni essenziali. Bisogna credere nel superamento delle logiche della concorrenza e nella condivisione delle conoscenze. Dal canto nostro abbiamo la grande fortuna di essere giovani, alla guida di aziende dalla storia ultradecennale ma gestite ora da 40enni». Fiorita nell’Emila Romagna della radicata cultura cooperativa Coneng non se ne considera una diretta filiazione, essendo il network «più simile a un matrimonio in cui non debbono sussistere segreti. E per il futuro», ha anticipato Mancini, «Coneng non si preclude nulla. Potremmo anche deciderci a dar vita a un’autentica holding se le richieste dei mercati andassero in questa direzione». Nata a seguito della conquista di un Bando della Camera di commercio locale Coneng può contare su un manager di rete e un tutor attivi prevalentemente sull’estero ma portatori di contatti anche in Italia. «Le relazioni con i possibili clienti oltreconfine si infittiscono di giorno in giorno», ha detto Mancini, «ma a piacerci è soprattutto la maniera in cui si sta sviluppando tutto il nostro lavoro. Per il sottoscritto in particolare si è trattato di un percorso di crescita importante e più in generale l’integrazione con entità simili ma diverse nei dettagli garantisce apertura mentale e opportunità inedite. Ora è tempo di migliorarsi lavorando sulle certificazioni come la Iso 9001 che solo due delle imprese coinvolte vantano; poi sulla condivisione di tecnologie e piani d’investimento mirati». L’aumento dei volumi e dei ritmi di produzione registrato nel 2014 è considerato «notevole» e i committenti italiani possono fare a loro volta da testa di ponte per l’attracco all’estero, agendo in comparti che spaziano dalla trasmissione di potenza al movimento terra sino a packaging e misura.

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