Recupero crediti: il primo problema delle PMI

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Il recupero crediti è il principale problema del 70% delle piccole e medie imprese e dei liberi professionisti italiani. E’ quanto rilevato da un’indagine su scala nazionale commissionata da DAS Italia, compagnia specializzata nella tutela legale, con l’obiettivo di potenziare l’offerta dedicata al mondo business.

La percentuale sale fino all’84% per le aziende più grandi, con una concentrazione delle criticità nel settore commercio (87,6%) e nelle realtà del Sud Italia (81%).

Oltre al recupero dei crediti, il bisogno di assistenza legale per pmi e liberi professionisti è focalizzato nell’area dei contratti commerciali, in particolare nell’ambito della redazione di un contratto (esigenza riscontrata nel 10% dei casi, ma con una percentuale che arriva quasi al 23% per gli studi d’ingegneria e fino al 25% per quelli di architettura).

“La tutela per vertenze di natura contrattuale e in particolare per il recupero dei crediti insoluti– racconta Roberto Grasso, direttore generale e amministratore di DAS Italia – è da sempre tra le garanzie più richieste dai nostri clienti del mondo business. Nel 2009 abbiamo istituito un ufficio interno specializzato nelle fasi stragiudiziali del recupero crediti, consentendo alle nostre aziende clienti di recuperare oltre 20 milioni di euro. In molti casi – prosegue Grasso – le vertenze sono state definite bonariamente in tempi rapidi, senza dover affrontare il lungo e intricato iter del tribunale”.

 Al netto delle controversie per fatture insolute, nell’ultimo biennio un imprenditore su 5 ha dovuto far fronte a controversie per la disdetta di contratti commerciali, mentre il 16,8% ha dovuto gestire contestazioni su prodotti e servizi ordinati dai propri fornitori. Frequenti anche le necessità di assistenza per la redazione o l’interpretazione di un contratto (richiamate rispettivamente dal 29,5 e dal 12,2% di PMI e professionisti).

Per risolvere questi problemi il 79% di pmi e liberi professionisti – spiega Grasso – si rivolge principalmente all’avvocato di fiducia, il 15% alle proprie associazioni di categoria. Ancora molto basso il ricorso alle coperture assicurative di tutela legale, conosciute solo dal 30% del tessuto economico intervistato e acquistate ancora oggi da una minima parte di imprenditori e professionisti. Eppure questa soluzione assicurativa registra indici di soddisfazione molto più elevati rispetto alle altre opzioni, in termini di efficacia, velocità e competenza”.

 Dall’indagine di DAS Italia emerge che oltre il 42% delle imprese nel corso del 2015 ha pagato almeno 1.000 euro per spese legali mentre un terzo degli intervistati non conosce l’entità delle spese necessarie a dirimere le controversie sorte nell’ambito della propria attività aziendale. Le polizze di tutela legale consentono di trasformare tali oneri in un costo fisso e predeterminato.

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