Quanto conviene “andare in causa”?

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Quanto conviene andare in causa?

Quanto conviene andare in causa?Il mondo della meccanica, o più in generale quello industriale, è sotto molti aspetti affascinante; tuttavia, l’imponente commercializzazione che ad essa inevitabilmente e fortunatamente si ricollega, determina in molti casi, purtroppo, forti conflittualità. Ciò accade quando soggetti diversi, portatori di interessi spesso contrastanti, si incontrano e si scontrano su infinite questioni concernenti la produzione, la fornitura, l’utilizzazione delle macchine e relativi accessori, l’assistenza, le garanzie, i pagamenti. Si pensi per esempio ai moltissimi casi in cui un committente lamenta una non conformità tra quanto promesso e quanto consegnato; alle proteste per la mancanza di talune caratteristiche e qualità considerate in sede di trattativa; all’ipotesi di “difetti occulti” della macchina o di un manufatto non riconoscibili all’atto dell’acquisto; ai casi di malfunzionamento delle apparecchiature, ai blocchi improvvisi, alla mancata assistenza; ai problemi di mancato rispetto delle normative esistenti, nazionali o internazionali. Quando si manifesta uno dei tipici problemi sopra indicati, molto spesso è necessario rivolgersi all’apparato giudiziario, prospettiva che molti considerano con vaga diffidenza.Prima di procedere, tuttavia, occorrerà compiere un approfondito esame di natura tecnica sul caso in questione; e già durante tale esame tecnico sarò indispensabile muoversi secondo un preciso “inquadramento giuridico” per evitare che l’indagine successiva sia condotta a vuoto. L’analisi tecnica dovrà poi lasciare il campo alle considerazioni in diritto per consentire di venire a capo della controversia; nella maggior parte dei casi, sarà obbligatorio ricorrere anche all’espletamento di mezzi prova, come l’audizione di testimoni, al fine di appurare, per esempio, in quale momento un certo difetto occulto sia stato scoperto, o quali fossero i veri accordi tra cliente e fornitore, ecc. Fare riferimento a prove testimoniali o d’altro tipo può risultare “strano” in ambito industriale o all’interno di un’indagine tecnica, eppure si tratta di situazioni frequentissime in quanto quasi sempre risulta ostico, per il giudice, risalire con esattezza alle cause di un determinato problema. In ambito industriale, per esempio, è tipico che l’acquirente di una macchina ravvisi le cause di un malfunzionamento in qualche difetto costruttivo, mentre il venditore/costruttore giurerà che la macchina è perfetta e che si tratta solo di cattivo utilizzo da parte del cliente o di errata manutenzione. Inoltre, se il compratore ha provveduto a interventi di riparazione, è normale che la controparte sosterrà che si tratta di interventi non autorizzati, non di sua competenza e che, a suo avviso, sono la causa di tutti gli inconvenienti lamentati. Altrettando complessi sono i casi che riguardano le varie normative in materia di sicurezza o di tutela dell’ambiente essendo queste le più disparate, variando da regione a regione, da Paese a Paese, il cui mancato rispetto coinvolge la responsabilità dei costruttori e dei venditori dinanzi al Tribunale territorialmente competente.

 fotoconcQuanto può durare una causa?

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