Proprietà intellettuale, lo studio UEB-EUIPO

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Il positivo contributo della proprietà intellettuale all’economia europea è emerso dal secondo studio di approfondimento congiunto UEB-EUIPO che conferma i benefici economici per l’Europa derivanti da brevetti, marchi, disegni e modelli e altre forme di PI.

Lo studio rileva che, nell’UE, più del 42 % dell’attività economica totale (circa 5 700  miliardi di EUR annui) e circa il 38 % dell’occupazione (82 milioni di posti di lavoro) è generato da industrie ad alta densità di DPI, ossia da industrie che fanno uso di diritti di PI a un livello superiore alla media. Dalla relazione emerge, inoltre, che i salari medi nelle industrie ad alta intensità di diritti di proprietà intellettuale sono del 46 % più elevati rispetto a quelli di altri settori.

Le industrie ad alta densità di DPI risultano altresì aver dimostrato una maggiore resilienza nei confronti della crisi economica: un confronto tra i risultati di questo studio (che copre il periodo 2011-2013) e quelli della precedente edizione (relativa al periodo 2008-2010) rivela che il contributo dato da queste industrie all’economia dell’UE è leggermente aumentato.

Il Presidente dell’UEB, Benoît Battistelli, ha affermato: «Il nostro secondo studio congiunto conferma i benefici apportati da brevetti e altri diritti di proprietà intellettuale all’economia europea. Oggigiorno, le attività immateriali si rivelano sempre più importanti per le aziende innovative, soprattutto per le piccole e medie imprese, ma anche per i centri di ricerca e le università. Abbiamo riscontrato ancora una volta che questo ha un impatto positivo sui posti di lavoro, sulla crescita e sul benessere. Tuttavia, per rimanere competitiva nell’ambito dell’economia globale, l’Europa deve incoraggiare ulteriormente lo sviluppo e l’utilizzo di nuove tecnologie e il ricorso all’innovazione».

António Campinos, Direttore esecutivo dell’EUIPO, ha dichiarato: «Il rapido cambiamento che caratterizza il mondo delle imprese nel 21° secolo fa sì che l’economia dell’UE e quella globale facciano grande affidamento sui diritti di proprietà intellettuale, quali marchi, disegni e modelli, brevetti e altri diritti. Questo studio evidenzia che tale tendenza è in continua crescita e che questi diritti vengono spesso utilizzati in maniera interdipendente. Di qui la sfida, nel garantire che i diritti di PI siano più accessibili a tutte le imprese, ivi comprese le PMI, e che siano protetti in modo efficace dalle violazioni, al fine di aiutare l’UE a mantenere i suoi punti di forza in termini di innovazione sostenendo ulteriormente l’occupazione e la crescita».

Circa la metà di tutte le industrie dell’UE fa un uso intensivo della PI; tra queste, l’ingegneria, il settore immobiliare, le attività finanziarie e assicurative, la produzione di veicoli a motore, computer e preparati farmaceutici occupano le prime 20 posizioni nella graduatoria delle industrie ad alta intensità di diritti di proprietà intellettuale in Europa.

Uno studio analogo pubblicato nel settembre 2016 dall’US Patent and Trademark Office (l’ufficio dei marchi e dei brevetti degli Stati Uniti) ha evidenziato risultati comparabili per l’economia d’oltreoceano.

 

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