Poderosa: un eccellente caso applicativo

0
412

fotobox5bassaPoderosa” è l’innovativo velocipede a tre ruote disegnata dall’abile matita di Italo Sciacca di Fuoriseriedesign, realizzata in lega al magnesio dal telaista Pietro Celli della Tecnotig con il supporto tecnico di MG12 Network, filiera sinergica di imprese operanti nel settore del magnesio, oltre che con il patrocinio di Assomotoracing. Poderosa è, più precisamente, uno speciale “recumbent trike“, cioè un “triciclo reclinato” (impropriamente anche detto “bicicletta e tre ruote”) in cui il ciclista pedala in posizione “seduta supina”. La schiena è supportata da un sedile reclinato, mentre le gambe sono stese in avanti sui pedali, circa alla medesima altezza del sedile. Maurizio Valentini, Project Manager della rete di MG12 e presidente di Assomotoracing, spiega l’importanza di un progetto di questo tipo: «Le recumbent trikes sono mezzi di locomozione comodi, per giri in città e nei parchi urbani; sono poco diffusi in Italia, ma molto utilizzati in altri Pesi, per esempio negli USA o in Nord Europa, e costituiscono una nicchia di mercato d’eccellenza e in salute. Diverse aziende italiane d’eccellenza hanno collaborato in maniera sinergica per mettere a punto questa bici, arrivando, dopo diversi mesi di lavoro, a un risultato davvero strepitoso. Certo, Poderosa è attualmente un prodotto sperimentale, ma il successo dell’iniziativa potrebbe a breve spalancare le porte a un mercato che in Italia è ancora vergine e potenzialmente assai interessante».
L’utilizzo del magnesio, che è metallo più leggero del 35% dell’alluminio, completamente riciclabile, ecologico, lavorabile con molte e differenti tecniche e quindi adattissimo in applicazioni ad alto valore aggiunto estetico, è la principale innovazione di Poderosa. Ma non solo: «Il progetto è strettamente legato al mondo dei veicoli da competizione e a quello dell’aeronautica. Infatti, basta osservare lo stile di Poderosa, il suo cambio a 12 marce e gli specchietti laterali simili a quelli utilizzati in Formula 1, per rendersi conto della somiglianza con una monoposto da competizione a tre ruote. Inoltre, al posto del manubrio monta una cloche che ricorda quelle adoperate dagli aerei condotti da Francesco Baracca, leggendario asso dell’aviazione italiana dell’epoca della prima guerra mondiale», precisa Valentini.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here