Carlo Calenda all'open innovation
Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo Economico

Innovazione e Industry 4.0: sono stati questi gli argomenti centrali dell’evento organizzato dalla Federazione Anima dall’eloquente titolo “Open to Innovation“. Imprese, istituzioni ed enti, radunati al Museo della Scienza e Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano, hanno tracciato un bilancio positivo su quanto fatto fino ad oggi e hanno raccontato le loro esperienze concrete.

Carlo Calenda, Ministro dello Sviluppo Economico

Nel suo intervento, Carlo Calenda, Ministro dello Sviluppo Economico, è partito dal Piano 4.0 per annunciare l’intenzione di estendere il tempo di esecuzione dell’investimento. Uno dei problemi manifestato dalle imprese è, infatti, proprio il fatto che i produttori di macchinari non riescano più a garantire alle aziende la consegna nei tempi necessari per l’installazione delle macchine, prevista dall’iper ammortamento. Il Ministro ha dichiarato le sue intenzioni per migliorare questo problema, perché l’obiettivo è quello di guardare sempre nella stessa direzione delle aziende. Il piano 4.0, come egli stesso lo definisce, è aperto e di lungo periodo, e va gestito insieme alle imprese, non ci deve essere nessuna prevaricazione da parte della politica, la quale non decide per le imprese.

Un punto fondamentale sarà quello dell’efficienza energetica, che sarà sempre di più l’elemento qualificante su cui si dovrà investire. Ciò consentirà di avere un grandissimo sviluppo tecnologico, che segue quello fatto in passato sulla meccanica manifatturiera e che può diventare, a tutti gli effetti, un settore d’eccellenza.

 

L’appello

Il Ministro prosegue chiedendo alle imprese un supporto, per capire cosa ha funzionato e cosa meno del Piano 4.0. Il fine è farlo applicare nel Paese reale. I cambiamenti così forti spaventano tante aziende, ma è necessario che questi atterrino anche culturalmente, per questo i corpi intermedi sono fondamentali. Oggi chi non conosce Industria 4.0, a differenza dello scorso anno, è un numero molto limitato. Ma questa conoscenza superficiale che si è acquisita, deve diventare una conoscenza al dettaglio; in altre parole, tutti devono sapere come si può applicare. Stiamo andando verso un cambiamento profondo di cultura industriale e le imprese italiane sono assolutamente predisposte.

Gli altri interventi

Alberto Caprari, presidente Anima/Confindustria

Le richieste al governo
Alberto Caprari, presidente Anima/Confindustria
Come Federazione Anima, a tutela dell’industria meccanica italiana, il presidente presenta quattro richieste al governo: la prima è  il prolungamento dell’iperammortamento, una misura che ha dato prova di essere stimolo forte per le aziende e di cui si stanno vedendo i benefici concreti. Seconda richiesta è che sia attuata la SEN (Strategia Energetica Nazionale) realizzando i provvedimenti attuativi utili a mantenere l’accordo di Parigi COP 21, al fine di promuovere le migliori tecnologie italiane. Rimane urgente il controllo di mercato da effettuare tramite strumenti efficaci, per la tutela dei prodotti di qualità ed Marchio CE delle produzioni italiane originali. In ultimo, la necessità di essere supportati da una miglior efficienza nella Pubblica Amministrazione per far risparmiare tempo ed energie alle aziende.

Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria

L’ Industria 4.0 siamo noi
Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria
Le tecnologie digitali sono un driver fondamentale di crescita, la chiave per aumentare la produttività e, con questa, la competitività del paese. Industria 4.0 è una sfida che possiamo vincere, perché Industria 4.0 siamo noi. Le imprese italiane sanno interpretare la produzione con modalità “sartoriali”, sfruttando le potenzialità dei mercati di nicchia, caratteristiche in cui eccelliamo da sempre. Per questo, se saprà giocare bene le sue carte nella partita di Industria 4.0, l’Italia potrà diventare la boutique dell’industria del mondo, realizzando, in chiave industriale, prodotti sempre più personalizzati. I dati dimostrano che le imprese stanno rispondendo bene, stanno investendo per essere all’altezza della sfida. Ora è vitale non depotenziare questo effetto: perciò è importante prorogare gli interventi selettivi, come ad esempio gli iperammortamenti: sono determinanti per completare il circolo virtuoso della crescita e rilanciare la competitività del paese.

Marco Fortis, Vice Presidente Fondazione Edison

L’importanza della specializzazione italiana e la risalita nelle classifiche internazionali
Marco Fortis, Vice Presidente Fondazione Edison
La specializzazione internazionale dell’Italia non è più concentrata, come nel passato, soltanto nella moda, nell’arredo-casa e negli alimentari-vini ma sempre di più in settori come la meccanica, i mezzi di trasporto e la farmaceutica. L‘Italia, dopo le misure di politica economica per rilanciare consumi e investimenti, risale nelle classifiche internazionali della crescita del PIL e dei consumi. E ora si attende l’ulteriore impulso del Piano Industria 4.0. Il divario di fondo residuo della crescita del PIL dell’Italia rispetto alle due altre grandi economie dell’Euroarea (Germania e Francia) non dipende più, come in passato, dalla debolezza della domanda privata ma, oggi, dall’impossibilità di fare spesa pubblica.

Salvatore Majorana, Direttore Technology Transfer Istituto Italiano di Tecnologia

Perché studiamo i robot?
Salvatore Majorana, Direttore Technology Transfer Istituto Italiano di Tecnologia
I robot sono una palestra perfetta su cui studiare meccanica, elettronica, intelligenza artificiale, sensoristica, grandi dati, elementi che servono alle aziende: è una piccola industria che abbraccia diverse discipline. Pensiamo di poter contribuire al sistema di rinnovamento delle imprese del Paese. Lavoriamo su nuovi materiali e questo migliora il prodotto e fa recuperare quote di mercato. Lavoriamo a braccetto con le imprese e sviluppiamo insieme percorsi per mettere nelle loro mani qualcosa di nuovo su cui costruire il futuro.

 

La tavola rotonda

 

I processi digitali a supporto del fattore umano
Luigi Paro, Amministratore Delegato di Spencer Stuart Italia
Gli effetti della trasformazione digitale stanno portando numerosi cambiamenti per le aziende. Siamo di fronte, non solo a cambiamenti legati alle nuove tecnologie, ma anche rispetto al fattore umano che resta centrale per guidare questi processi e che necessita di essere guidato da mani esperte. La digital trasformation va oltre la semplice applicazione delle nuove tecnologie e diventa un fattore culturale necessario per una piena comprensione del cambiamento. Una leadership 4.0 è necessaria per pianificare le strategie industriali e di business, e per riuscire a comprenderne rischi e opportunità. Spencer Stuart offre ai suoi clienti il Digital Transformation Assessment per valutare il livello di educazione digitale degli executive e le competenze digitali necessarie per guidare e operare in un contesto competitivo caratterizzato da una presenza sempre più importante e diffusa di strumenti, logiche e prassi di lavoro derivate dal digitale.

La trasformazione è un’opportunità, non un rischio
Walter Albé, Technology & Industrial Director del Gruppo Ariston ThermoAriston
Da sempre Ariston Thermo ha posto la Ricerca e Sviluppo al centro del proprio impegno. Il grande merito del Gruppo in questi anni è stato non solo quello di rimanere al passo con innovazione e digitalizzazione, ma di guidarla, ad esempio attraverso l’adozione della metodologia WCM nel 2010, oggi operativa in 13 stabilimenti, e volta a migliorare costantemente la produttività e a garantire la qualità dei prodotti e dei servizi, sempre nel rispetto dell’ambiente. Un’ulteriore dimostrazione è l’inaugurazione del nuovo centro di ricerca e sviluppo ATIT ad Agrate, nato con l’obiettivo di investire significativamente nello sviluppo di soluzioni all’avanguardia e sempre in sintonia con la strategia di crescita sostenibile del Gruppo. Trasformarsi vuol dire innovarsi, possiamo ritenerci pronti agli umanoidi ovviamente sempre con una buona dose di pragmatismo.

Abbiate il coraggio di provarci
Marco Nocivelli, Amministratore Delegato Epta Group
Abbiamo iniziato questa Rivoluzione già nei primi anni 2000. Il percorso che ci ha condotto dall’installazione del primo robot alle linee automatizzate di cui oggi disponiamo in tutti i nostri siti produttivi è stato lungo e complesso, ma il tempo ci ha dato ragione e oggi è chiaro che l’innovazione è davvero il futuro per un’industria manifatturiera che vuole vincere la sfida della competitività internazionale. Noi imprenditori dobbiamo farci guidare dalla curiosità e cercare nuove strade e nuove soluzioni, per un miglioramento continuo. Adottare l’Industry 4.0 non significa solo acquistare nuovi macchinari, ma cambiare il modo di gestire le procedure, le fabbriche e cambiare anche il modo di vedere le cose.

Una tecnologia non più solo per le multinazionali
Fabio Moioli, Direttore Divisione Enterprise Services di Microsoft
L’Italia vanta molteplici esperienze di eccellenza, realtà che oggi possono far leva sulle nuove tecnologie – Cloud Computing, Internet of Things, Machine Learning, Realtà Mista e Intelligenza Artificiale – per crescere e competere con successo in un mercato internazionale sempre più dinamico. L’Industry 4.0 rappresenta quindi una grande opportunità per ripensare la fabbrica e l’intero modello di business. È quella che viene definita la Quarta Rivoluzione Industriale, dove  la ‘Tecnologia Intelligente’ rappresenta una leva di cambiamento dirompente con un forte impatto sulla società. Microsoft sostiene la trasformazione digitale in atto accompagnando le aziende italiane verso la creazione di nuovi ecosistemi di intelligenza e mettendo la propria tecnologia al servizio di realtà di qualsiasi settore e dimensione. In un mondo sempre più connesso, con processi sempre più automatizzati e macchinari sempre più intelligenti si aprono infatti opportunità importanti per il Made-in-Italy. Grazie alla tecnologia, l’operatività lascia spazio alla creatività ed è in questa logica che intendiamo democratizzare l’intelligenza, ampliando le capacità delle persone. Crediamo infatti in un futuro in cui persone e macchine possano collaborare per raggiungere obiettivi sorprendenti.

La predittività delle insolvenze
Massimo Reale, Direttore Rischi Euler Hermes Italia
Oggi i dati sono i veri asset di qualsiasi azienda insieme alle risorse umane. E oggi fare assicurazione del credito vuol dire saper legger, interpretare e massimizzare l’uso dei dati e delle informazioni a sostegno delle coperture di credito erogato. Grazie ai big data e alle machine learning stiamo incrementando la capacità di  prevenire le insolvenze delle aziende, e ciò ci permetterà di  abbattere considerevolmente le perdite da parte dei clienti; i primi risultati sono molto promettenti. Per noi l’industria meccanica è uno dei settori migliori e più virtuosi per l’Italia, sia per il mercato interno che estero. Tutto il comparto si sta evolvendo verso uno sviluppo digitale crescente e diversificato, in processi e organizzazioni sempre più automatizzati e interconnessi; ne consegue che anche il credito deve svilupparsi in questa direzione. La nostra sfida è sviluppare tutte le soluzioni che favoriscano la predittività delle insolvenze e dunque aumentino la sicurezza delle transazioni economiche, a beneficio di una crescita sana del business delle nostre aziende clienti.

Avere un piano di trasformazione
Gabriele Caragnano, Partner PwC
Riscontriamo un forte interesse da parte delle aziende italiane verso il Piano di Industria 4.0, visto come una opportunità per dare avvio ad una trasformazione digitale delle fabbriche che non sia solo un fatto tecnologico, ma tocchi tutta gli aspetti di un’azienda. Da febbraio ad aprile di quest’anno, abbiamo incontrato circa quattrocento aziende e possiamo affermare che c’è sempre molto interesse verso gli sconti fiscali. Ciò su cui noi però insistiamo è l’importanza di avere un piano di trasformazione chiaro e preciso, che ad esempio, inizi con a sostituzione delle macchine per arrivare all’integrazione verticale e orizzontale fino alla supply chian e al cliente finale.

 

 

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