Officine Meccaniche F.lli Stroppa: le sfide per il futuro

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Simone Stroppa, responsabile della produzione della Officine Meccaniche F.lli Stroppa S.r.l.
Simone Stroppa, responsabile della produzione della Officine Meccaniche F.lli Stroppa S.r.l.

Officine Meccaniche F.lli Stroppa S.r.l. di Azzano San Paolo (BG) è azienda che vanta oltre 50 anni di esperienza. Effettua lavorazioni meccaniche di precisione su torni, alesatrici e centri di lavoro d’avanzata tecnologia. L’impresa si avvale attualmente di 18 dipendenti, e opera conto terzi in diversi settori di sbocco, come spiega il responsabile della produzione, Simone Stroppa: «Noi realizziamo particolari di precisione per valvole e per compressori; realizziamo manufatti per pompe, macchine per imballaggio alimentare, per la produzione di cemento armato, per mescolatrici, ecc. Insomma, operiamo in modo trasversale differenziando in maniera significativa l’offerta».

Quanto alla situazione economica, Stroppa rileva:
«Non è il lavoro a mancare, ma la programmazione. Questo mette in crisi le imprese perché non sanno come affrontare il futuro in termini di investimenti e di orientamenti produttivi. Oggi è difficile capire che strada imboccare, ma le commesse ci sono e “ci fanno correre”».

In che modo questa situazione ha cambiato il modo di lavorare delle imprese?
«Sono diminuiti i margini di guadagno e quindi bisogna in qualche modo cercare di equilibrare la situazione riducendo i costi. Per esempio, è fondamentale per noi oggi ridurre il numero di piazzamenti dei pezzi in macchina, attraverso teste speciali e soluzioni multiasse e multitasking. In questo modo aumenta la qualità del pezzo lavorato e si riducono i tempi di consegna».

Stroppa però avverte: «È invece sbagliato cercare di ridurre i costi cercando compromessi in termini di qualità. Le faccio un esempio: tempo fa cercammo di risparmiare adottando un lubrorefrigerante di prezzo inferiore, ma subito dopo capimmo l’errore e tornammo sui nostri passi. Un liquido adatto, anche se più costoso, consente di contenere l’usura degli utensili e di ottenere finiture migliori, rimanendo comunque scontata la salute e la sicurezza degli operatori. E ancora: per quanto molte officine siano legate alla programmazione a bordo macchina, è indispensabile oggi più di ieri puntare su sistemi software evoluti e soluzioni specifiche che consentano di programmare le lavorazioni in tempi più rapidi, soprattutto per i pezzi complessi. Il cuore di qualsiasi produzione, in ogni caso, resta la macchina utensile».

Molte imprese, tuttavia, non investono più e ricorrono a soluzioni “alternative”, come per esempio il noleggio o il retrofit. Che ne pensa?
«Al noleggio, onestamente, non abbiamo mai pensato. Quanto al retrofit, occorre dire che è stata un’opzione valutata e adottata su una delle nostre macchine, ma alla lunga ci siamo resi conto che era non conveniente rispetto all’acquisto di una nuova. Lo stesso discorso può valere per gli utensili. Se su una macchina potente e tecnologicamente avanzata non vengono montati utensili adeguati, si svilisce l’investimento e non se ne sfruttano le potenzialità. Chiaramente, ogni caso deve essere valutato in maniera autonoma. Noi, per esempio, disponiamo di macchine degli anni ’80 le quali, essendo state revisionate in maniera ottimale, possono dare ancora buone soddisfazioni se utilizzate con gli utensili giusti».

Insomma, cosa ci si deve aspettare dal futuro?
«Il futuro ci riserverà sfide più dure e difficili di quelle attuali, quindi sarà roseo solo se riusciremo ad attrezzarci per essere flessibili e per produrre manufatti sempre più complessi in tempi ancora più rapidi. E dovremo cercare di formare giovani preparati e responsabili, perché il mondo delle imprese meccaniche ne è carente. Insomma, l’ottimismo rimane; quello che manca, forse, è un po’ di serenità».

 

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