Nuovi motori per ridurre i consumi

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motore aeronauticoDue concept di motori aeronautici, uno geared turbofan e uno a rotore aperto, prevedono una significativa riduzione del consumo di carburante degli aeromobili, fino al 15%. Questi sono i risultati dello studio di Linda Larsson presso la Chalmers University of Technology, in Svezia. Negli ultimi 40 anni, i chilometri percorsi dai passeggeri in aereo sono aumentati del 5,8% ogni anno, mentre le vendite di carburante sono aumentate del 2,2%. Per ridurre l’impatto del trasporto aereo sull’ambiente sono quindi necessarie nuove soluzioni tecnologiche. I due modelli di motori possiedono un’efficienza propulsiva, cioè la possibilità di convertire in spinta l’energia generata dal motore principale. La differenza tra un motore geared turbofan e un normale turbofan sta nel fatto che la gran ventola nella parte anteriore del motore funziona a una velocità inferiore rispetto alla turbina che lo gestisce. Il cambio di velocità tra la turbina e la ventola riduce il numero di giri, che origina a sua volta una turbina più leggera con una maggiore efficienza. Il motore open rotor genera la maggior parte della spinta da due eliche contro-rotanti invece che da una ventola intubata. Il motore ha così un diametro maggiore e un’efficienza propulsiva superiore, senza comportare una gondola motrice eccessivamente grande e pesante. “Entrambe le idee dimostrano un buon potenziale in termini di riduzione del consumo di carburante: per il geared turbofan fino al 4% e per il rotore aperto fino al 15%. Naturalmente, la tecnologia deve essere sviluppata e implementata” sottolinea Larsson. L’idea dell’open rotor è stata studiata nel 1980 dopo la crisi petrolifera e il conseguente aumento dei prezzi del carburante, ed era evidente già allora che avrebbe funzionato. Tuttavia, i prezzi del carburante sono scesi e la tecnologia ha perso il suo fascino. Ma ora sta ricominciando ad attirare l’attenzione. “Il prezzo del carburante è uno dei maggiori costi affrontati dalle compagnie aeree, e ci sono anche ovvie ragioni ambientali e di incentivi politici per ridurre il consumo di kerosene e le emissioni. In questo periodo è stato condotto un grande sforzo di ricerca sul concetto di rotore aperto e credo che il progetto possa essere messo in atto intorno al 2030” conclude la ricercatrice. Gli aerei che usano il geard turbofan saranno invece disponibili dal prossimo anno.

1 COMMENTO

  1. E’ un passo indietro rispetto alla tecnologia anni’70 sviluppatasi militarmente in URSS (grazie all’idea di un inventore italiano divenuto “comunista” convinto) che esite già: gli Ekranoplani o “aerei-nave”.
    Fino al 1990 si era giunti ad affinare la ricerca sul concetto di rotore aperto impegandolo su aerei ad “effetto suolo” o WiG, in grado di sfrecciare a pochi metri del pelo dell’acqua per tutti i mari e senza necessità di sprecare carburante per raggiungere quote di crociera…
    Oltre al minor spreco di carburante, gli aerei anfibi non possono ovviamente precipitare, ma potrebbero compiere virate piatte e balzi a quote limitate per evitare ostacoli e imprevisti: in ogni caso l’ammaraggio sarebbe garantito.
    Se qualcosa non funzionasse in mare, resterebbero a galla, fino ad aspettare i soccorsi (e un traino).
    Inoltre gli Ekranoplani, sfruttando il cuscinetto d’aria creato dai propri jet o dai rotori, non abbisognano di carrelli o piste di decollo, potendo giungere direttamente sulle coste erbosa o sulle spiagge di mezzo mondo!
    Ma siccome c’è il monopolio dei Boeing da 70 anni…

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