I dispositivi medici ingeribili non sono una novità. Da anni sono presenti strumenti, simili a pillole, che sfruttano il tratto digerente per svolgere il loro compito. Solitamente sono progettati per due funzioni: acuni sono in grado di rilasciare medicinali direttamente all’interno del corpo in tempi e modi stabiliti, altri, grazie a telecamere e sensori, possono compiere analisi che altrimenti richiederebbero procedimenti più invasivi.

La sfida delle batterie

Visto il campo di applicazione dei dispositivi medici punto cruciale sono le dimensioni e la sicurezza. I dispositivi, per risultare ingeribili, devono avere dimensioni contenute e, dovendo sostare all’interno dell’apparato gastrointestinale, la sicurezza è imperativa. Dimensioni contenute e sicurezza non sappresentano un problema per sensori quali telecamere e micro-stetoscopi; anche i sistemi di immagazzinamento dati e tramissione non costituiscono un problema. La vera sfida riguarda l’alimentazione.

A tale scopo è stato proposto un sistema che sfrutta il principio della pila al limone. Nel celebre esperimento, riprodotto anche in molte scuole, si usano un chiodo zincato e una monetina di rame come elettrodi; gli elettrodi vengono inseriti nel frutto il cui acido citrico, con proprietà elettrolitiche, conduce la corrente tra i due metalli creando la necessaria differenza di potenziale.

Tale procedimento verrà sfruttato nelle nuove batterie: verranno posti elettrodi di zinco e di rame sul sensore ingeribile e l’acido gastrico assolverà la funzione dell’acido citrico del limone.

Tutto questo rappresenta un notevole passo avanti rispetto ai sistemi che sfruttano il calore e l’energia cinetica del corpo per alimentare il dispositivo. Un test ha dimostrato la potenzialità delle nuove batterie; è stato infatti creato un dispositivo per misurare la temperatura del corpo che invia, ogni 2 secondi, il valore misurato ad un ricevitore wireless distante 2 metri. Sono evidenti i benefici che questo comporterà; in futuro non troppo lontano sarà possibile dire addio alle fastidiose procedure invasive di controllo.

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