Noleggiare macchine utensili: pro e contro

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La crisi economica e le difficoltà finanziare suggeriscono alle imprese di valutare nuove forme contrattuali per l’utilizzo delle macchine utensili. Il “noleggio” può essere una soluzione? Abbiamo intervistato tre aziende che da anni sono attive nel mondo delle lavorazioni conto terzi, scopriamo i pro e i contro del noleggio.

  • Roberto TorelliMaiocchi e Torelli S.r.l.

La Maiocchi e Torelli S.r.l. di Opera (MI) è azienda di piccole dimensioni che conta 4 dipendenti, è presente sul mercato da oltre 40 anni ed attualmente è attiva nel campo delle lavorazioni meccaniche conto terzi, principalmente per i settori della nautica, del petrolchimico, delle macchine utensili, delle macchine waterjet e del medicale.

 Investire, oggi, in macchine di alta tecnologia è ancora necessario?
«Certo. Ma la situazione è paradossale. Se le aziende disponessero della liquidità sufficiente, questo sarebbe il momento ideale per investire, perché oggi i prezzi delle macchine utensili è sceso a livelli minimi. Il problema è che le banche, come si suol dire, hanno chiuso i rubinetti: basta un piccolo ritardo o problema nei pagamenti a bloccare qualsiasi possibilità di finanziamento. E la situazione si avvita su se stessa».

Data l’impossibilità di acquistare macchine nuove, ha mai pensato all’opzione di prendere a noleggio le macchine utensili? «Questa, in effetti, potrebbe essere una strada innovativa che risponderebbe alle difficoltà del momento. Diciamo che il noleggio di una o più macchine potrebbe venire incontro alla necessità delle imprese di smaltire picchi imprevisti di lavoro senza l’obbligo di investire in macchine nuove. Ciò ridurrebbe i rischi legati agli investimenti e permetterebbe di non perdere potenziali clienti e future commesse. Sì, potrebbe essere una buona strada, ma è chiaro che bisognerebbe preventivamente capire i reali costi di un’operazione del genere e per quale durata temporale. Cioè, sarebbe necessaria operare un’analisi economica dettagliata valutando rischi e vantaggi. Un altro aspetto da considerare sarebbe poi quello della qualità della lavorazione, che non dovrebbe in nessun caso essere ridotta: sarebbe come darsi la zappa sui piedi. La qualità deve rimanere massima».

Non pensa che una macchina noleggiata possa essere poco “personalizzata” e quindi non adatta a passare “di officina in officina”? «Certamente ogni lavorazione andrebbe valutata caso per caso. Tuttavia ritengo che sul mercato, attualmente, le macchine utensili universali e di medie dimensioni offrano più o meno le medesime prestazioni, e quindi la personalizzazione delle lavorazioni potrebbe essere effettuata realizzando o modificando in proprio delle attrezzature senza intervenire direttamente sulla macchina».

  • Gianfranco Minudel – Micron di G. Minudel & C. S.r.l.

Micron di G. Minudel & C. S.r.l. (Pordenone) è impresa che si avvale di circa 30 dipendenti e opera da oltre cinquant’anni nel mondo delle lavorazioni conto terzi, in particolare per il settore medicale (dentale), agricolo, tessile, navale ed aeronautico.

Ritiene che prendere le macchine a noleggio possa essere una buona soluzione? «Sento in giro che alcune aziende stanno valutando questa ipotesi, ma io credo che il prendere a noleggio le macchine sia solo una “toppa” e che, anzi, le macchine bisogna acquistarle, farle proprie. E lo può fare solo chi è sicuro di avere i soldi! Altrimenti è un salto nel vuoto. Certo, se proprio non si può accedere ai leasing forse allora non rimane che il revamping delle macchine vecchie o, appunto, il noleggio di macchine standard. Ma ritengo in ogni caso che si tratterebbe di uno scadimento a livello professionale, involuzione tecnologica senza senso; la macchina è il cuore dell’officina e quindi deve essere di massima tecnologia, qualità, affidabilità. La perfetta esecuzione di un pezzo è la migliore garanzia che il cliente torni da te; la minimizzazione degli errori e dei fermi macchina permettono all’azienda di essere più competitiva e di ridurre i costi. Tutto questo è possibile solo con macchine di altissimo livello, e non importa se costano di più. Io sono sicuro solo delle mie macchine, di quelle noleggiate che passano di mano in mano, o utilizzate da altri, o di bassa qualità, non saprei che farmene!»

  • Marco Pieri – Meccanica Mugello S.r.l.

Meccanica Mugello S.r.l. è azienda attiva in Borgo San Lorenzo (FI) specializzata nella lavorazione di particolari meccanici singoli e di gruppi completi di piccole e medie dimensioni conto terzi.

Attualmente molte aziende dichiarano di essere in difficoltà allorché c’è da valutare l’acquisto di una macchina nuova. Cosa ne pensa? «Questa forse può essere una situazione comune a molte imprese, ma non per noi. Anzi, proprio in questi giorni stiamo aspettando la consegna di una nuova macchina. Non abbiamo, cioè, alcun problema ad accedere ai leasing o ai finanziamenti. Da questo punto di vista è molto importante rilevare che le banche utilizzano lo strumento del cosiddetto “rating finanziario” delle imprese, in base al quale decidono se erogare o meno i finanziamenti. Se un’impresa ha una buona valutazione finanziaria, allora non ha alcuna difficoltà ad accedere al credito, e la nostra azienda ne è la prova. Dal canto loro le imprese devono garantire affidabilità nel tempo, puntualità nei pagamenti, clienti sicuri e a loro volta puntuali: mi rendo conto che non sempre è facile, specialmente di questi tempi».

Qualora un’azienda si trovi nell’impossibilità di acquistare una macchina nuova, ritiene che siano proponibili altre forme contrattuali quali, per esempio, il noleggio? «Noleggiare un centro di lavoro? Credo proprio di no. Oggi il business si fa con lavorazioni di alta qualità e servono macchine d’alto valore aggiunto, costose, personalizzabili, che richiedono preparazione specifica, delicate da movimentare… Né sarebbe possibile chiedere a aziende terze di mettere a disposizione momentaneamente alcune macchine per gestire picchi di lavoro o per evadere alcune commesse. No, non credo che queste possano essere soluzioni convincenti, perché le macchine sono un bene prezioso che fanno parte del know-how di un’azienda, soprattutto per imprese che lavorano in settori di fascia alta. E in Italia sono la maggior parte».

 

 

2 Commenti

  1. Complimenti un bel articolo, condivido quanto descritto. L’operatore deve sentirsela sua anche le piccole sfumature sono importanti per portare la macchina a pieno regime.

    Aldo

  2. In effetti il vero problema è che le aziende devono! comperare a mezzo leasing, anche quelle che avrebbero i soldi per pagarle subito,parlo naturalmente di investimenti consistenti, per via della stupidità o forse ignoranza di chi fà le leggi, ignoranza o stupidità ideologica che ci ha portato dove siamo.
    Infatti ammesso che io abbia i soldi per comperare una macchina, e la pago subito, dopo questa macchina a livello tasse mi costerà una fortuna inquanto potrò detrarre linvestimento solo dopo 5 anni, percui se ho speso 100.000 euro adesso l’anno seguente ne detraggo solo 20.000 e sui rimanenti 80.000 ci pago circa 40.000 di tasse.
    Percui devo virtualmente affittarla (leasing) per non avere il sudetto problema, questa situazione ha poi contribuito alla creazione di un sistema industriale come quello che ci ritroviamo, di aziende “sottocapitalizzate”, in quanto alla fine tutto il cespite di una azienda che sfoggia macchinari per decine di milioni capitalizza qualche centinaio di migliaia di euro pari al valore dei vari “riscatti” dei leasing.
    E così dicasi per un sistema industriale di tipo “molecolare” con meno di 15 addetti dovuto per quanto mi riguarda all’articolo 18 dello statuto del lavoro, sistema con poche addetti e sottocapitalizzato, che non è assolutamente presentabile a livello dei mercati internazionali.
    Tutto questo nel sacrosanto nome di una ideologia ben affermata e che ancora riscuote consensi nel Ns. paese.

    Dott. ing. Michele Deni

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