Il Solare Termico Molecolare o MOST è un sistema di stoccaggio dell’energia solare messo a punto dai ricercatori della Chalmers University of Technology di Göteborg; il sistema prevede di utilizzare una nuova sostanza liquida per lo storage dell’energia solare accumulata al fine di renderla trasportabile come un qualunque liquido.

MOST – Sistema Solare Termico Molecolare

Da dove nasce il MOST?

L’energia solare è un’incredibile risorsa; se fossimo capaci di sfruttarla appieno saremmo in grado di coprire l’intero fabbisogno energetico mondiale. Nonostante tra le rinnovabili sia una tra le più utilizzate, si frappongono alcuni ostacoli al suo pieno sfruttamento, primo fra tutti il problema dello storage.

“Il Sole in un’ora irradia la terra con più energia di quanta ne consumiamo in un anno.” E. Musk

Il fatto di dover dipendere dalla natura e non dalla mera volontà dell’uomo infatti rende il solare una fonte energetica il cui apporto non è costante nel corso del tempo. Da qui un problema fondamentale: l’immagazzinamento.

Lo storage dell’energia solare

Tentativi di immagazinare l’energia solare sono già stati fatti tentando la via dei sali fusi o delle reazioni esotermiche inverse che spesso prevedevano costi di gestione notevoli a causa dell’impiego di materiali costosi come il rutenio.

Gli scienziati della Chalmers University of Technology di Göteborg hanno trovato una soluzione più promettente. Si tratta di accumulare l’energia solare attraverso nuovi legami chimici che creano all’interno di composti organici, nella fattispecie è stato impiegato un idrocarburo biciclico, il norbornadiene (C7H8). In tale sostanza, una volta esposta alla luce del Sole, vengono alterati i legami chimici interni; ciò trasforma il norbonadiene, in funzione delle sue proprietà di idrocarburo policiclico allo stato liquido, in un quadriciclano.

Quando il quadriciclano viene sottoposto ad un’alterazione della temperatura o all’azione di un catalizzatore si inverte l’effetto; si ottiene in tal modo energia sotto forma di calore.

Le prospettive del Solare Termico Molecolare

Come molto spesso quando si parla di progetti innovativi la strada da fare è lungi dall’essere portata a termine. Gli ultimi progressi hanno permesso una conversione dell’1,1% dell’energia solare; tale dato, di per sè, è piuttosto sconfortante ma, rapportato allo 0,01% di rendimento dei primi esperimenti, il passo in avanti è notevole avendo registrato un aumento cento volte maggiore. Quello che deve far riflettere sono le prospettive; secondo gli scienziati il MOST sarebbe in grado di convertire oltre l’80% dei raggi assorbiti.

Fanno ben sperare i risultati ottenuti prototipi attualmente costruiti; essi hanno infatti sostenuto oltre 140 cicli di carica e rilascio con diminuzioni di rendimento trascurabili. Ricordiamo inoltre che, grazie all’impiego del più economico norbonadiene rispetto alle sostanze precedentemente utilizzate, il Solare Termico Molecolare sembra risultare una tecnologia economicamente vantaggiosa una volta portato il rendimento verso i limiti di sviluppo teorico.

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