Magnesio: il metallo del futuro

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Lo scorso maggio, nella sede di Unindustria Bologna, è stata presentata “MG12 Magnesium Network”, la nuova rete delle imprese nata per sviluppare la filiera del magnesio e per diffonderne la conoscenza. Maurizio Valentini, Project Manager della rete, ha spiegato, davanti ad una gremita platea di tecnici specializzati, imprenditori e giornalisti, le prerogative del progetto: «L’obiettivo di MG12 Network è quello di sviluppare l’intera filiera del magnesio, dall’approvvigionamento fino al recupero, e diffondere la conoscenza del metallo a tutti i livelli, dalla metallurgia alla progettazione, dalle lavorazioni alle finiture».

MG12 è una rete di 34 imprese che, con il supporto di Unindustria Bologna, si sono unite per scommettere sul futuro di questo metallo. «Iniziative come queste – ha ripreso Valentini – dimostrano che in Italia c’è ancora voglia di “fare impresa” e di crescere puntando a un futuro migliore. Sono sempre più convinto che per vincere le sfide del domani occorra lavorare insieme, perché ormai procedere da soli è troppo difficile. Tutti i membri del network metteranno a disposizione il loro bagaglio tecnico e le loro competenze, e tutti avranno uguale importanza». L’idea di fondo è quella di unire le competenze, riscoprire le radici artigianali e industriali del proprio territorio e reinterpretare il passato per guardare al futuro con ottimismo, per rilanciare le imprese manifatturiere e valorizzare le risorse. «Grazie alla condivisione di esperienze concrete e di alto livello, svilupperemo una filiera produttiva d’eccellenza e, parallelamente, una filiera “della conoscenza” inerente al magnesio: ciò permetterà di dare risposte serie e pragmatiche alle imprese che devono affrontare sfide sempre più difficili su scala globale». Valentini sottolinea: «Il magnesio è oggi ancora poco sfruttato rispetto alle sue potenzialità in quanto i processi di lavorazione hanno cominciato a diffondersi e a svilupparsi solo negli ultimi anni». I suoi campi di impiego sono attualmente già molto numerosi: oltre a quelli “tradizionali”, come l’automobilistico e il militare-aeronautico, le nuove frontiere riguardano il design e, grazie alle sue caratteristiche di biocompatibilità e biodegradabilità, il biomedicale, tanto che diversi laboratori e centri di ricerca stanno studiando la realizzazione di protesi d’ultima generazione per il corpo umano. «In generale magnesio significa “sviluppo” ecosostenibile, riduzione dell’impatto ambientale, alleggerimento del peso dei componenti e delle strutture senza perdita in resistenza, riduzione delle spese di trasporto, abbassamento dei costi energetici di fusione e di trasformazione. Insomma, il magnesio, in certe applicazioni, non può che essere il metallo del futuro, se noi davvero crediamo che il futuro del nostro pianeta debba essere più “verde” e pulito, un pianeta in cui si sprechino sempre meno materiali ed energia». MG12 Network raggruppa oggi 34 aziende, di cui 16 con sede in provincia di Bologna, conta 24 partner e mira a fare del capoluogo emiliano un polo di avanguardia nella lavorazione e nella conoscenza di questo metallo. Perché Bologna? «Perché qui, nel 1927, la prima azienda europea a sfruttare il magnesio per produzione seriale fu la Maserati. Ma è chiaro che da Bologna la nostra rete vorrà nel tempo espandersi a tutto il territorio nazionale. Basti pensare alla Motor Valley, che prende gran parte della pianura padana, e ai distretti, tutti di alta tecnologia, dell’automotive, del packaging, medicali, aeronautici, ecc. che sono presenti in tutta Italia e che di qui a breve potranno cominciare a progettare e produrre componenti molto più ecologici rispetto al passato. La ripresa economica passerà necessariamente anche da questa strada».
Alla presentazione dello scorso maggio ha partecipato anche Tiziana Ferrari, direttore generale di Unindustria Bologna, e Graziano Prantoni, assessore alle Attività produttive della Provincia di Bologna. Secondo Tiziana Ferrari «la rete di imprese che nasce attorno al magnesio rappresenta un valore aggiunto per l’intero distretto industriale bolognese. Crediamo fortemente che le collaborazioni tra imprese, propedeutiche anche a percorsi di aggregazione, siano l’unica possibilità per le PMI che intendono proseguire un percorso di crescita al di fuori dei distretti domestici». Graziano Prantoni conferma e aggiunge: «In questa fase di crisi economica è fondamentale e confortante per il futuro del nostro sistema produttivo che nascano progetti come MG12 Network. L’aggregazione di tanti soggetti, la forte capacità di innovazione, l’orientamento a mercati qualificati e ad alto valore aggiunto, combinati a una continua attenzione alle filiere produttive territoriali, qualificano la rete Magnesio, e hanno indotto la Provincia a sostenere il progetto anche in sede regionale e nell’ambito dei programmi di ricerca e innovazione del Piano Strategico Metropolitano». Complessivamente, la rete conta circa 880 dipendenti per 88 milioni di euro di fatturato. Oltre al “Magnesium Cluster”, cioè il raggruppamento che ha l’obiettivo di fornire un contributo pratico alle industrie che intendono sviluppare prodotti e componenti in magnesio con le competenze e il Know-how delle aziende aderenti, MG12 Network comprende anche un progetto didattico “aperto” di divulgazione sul territorio nazionale, detto “Magnesium Academy” che diffonda la cultura del magnesio attraverso il coinvolgimento degli istituti tecnici, associazioni e università. «Non stiamo parlando di una classica scuola con una sede fisica fissa, perché l’Academy vorrà essere composta da tutti, e dico tutti, gli istituti didattici che vorranno collaborare. Perché l’informazione deve essere rivolta alla comunità, e perché non c’è crescita senza conoscenza». La divulgazione tecnica, il trasferimento culturale e l’informazione sono e saranno fondamentali per la conoscenza di questo “magico” metallo, conosciuto e lavorato anche nell’antichità (per esempio, il magnesio viene citato già da Leonardo da Vinci all’inizio del XVI secolo). Valentini conclude: «Crediamo che il consumo delle leghe di magnesio crescerà enormemente e che il suo costo gradualmente calerà se si considera che è l’ottavo elemento quantitativamente presente sulla crosta terrestre da miniera, ma è il terzo per ottenimento dall’oceano. Ciò significa che sul nostro pianeta abbiamo una quantità di magnesio doppia rispetto all’alluminio. Insomma, noi crediamo che il magnesio sia una scelta di “ecoindustria”, una scelta che guarda a un futuro migliore. E MG12 Magnesium Network aiuterà le imprese a conoscere questo materiale e a effettuare questa scelta».

 

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