L’eccellenza è di casa

0
415
Il prof. Massimo Sorli, direttore del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale (DIMEAS) del Politecnico di Torino
Il prof. Massimo Sorli, direttore del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale (DIMEAS) del Politecnico di Torino

Il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale (DIMEAS) è la struttura di riferimento del Politecnico di Torino per settori legati storicamente alle manifatture industriali avanzate. Abbiamo incontrato il direttore, il Prof. Massimo Sorli, ed è stata l’occasione per fare il punto in merito alle attività di ricerca del dipartimento stesso e per registrare una tra le più autorevoli testimonianze circa lo stato attuale della ricerca italiana.

«Le attività dei nostri laboratori – esordisce Sorli – spaziano dai “domini” più classici a quelli di frontiera nelle aree della meccanica e dell’aerospazio. Il DIMEAS promuove, coordina e gestisce la ricerca fondamentale e quella applicata, la formazione, il trasferimento tecnologico e i servizi al territorio, con riferimento ai seguenti ambiti: autoveicolistico, aeronautico ad ala fissa e rotante, spaziale, ferroviario, tessile, agroalimentare, energetico, impiantistico, ecc. Inoltre, si spinge fino alla cosiddetta “ricerca di frontiera”, cioè agli studi applicativi legati all’esplorazione dello spazio, all’ingegneria dei sistemi, ai nuovi materiali, alle micro e nanotecnologie, ai veicoli e ai velivoli a basso impatto ambientale, all’ingegneria biomedica». DIMEAS è uno degli 11 dipartimenti del Politecnico di Torino: si tratta di una struttura imponente che comprende oltre 90 docenti, 30 tecnici e più di 70 ricercatori; essa supporta la funzione didattica dell’ateneo, coinvolgendo gli studenti in progetti di alto livello connessi alle materie d’esame, e aiuta le imprese nelle attività di ricerca e sviluppo di soluzioni innovative.

Chi fa ricerca ha una marcia in più
«DIMEAS è uno dei dipartimenti più strutturati e attivi del Politecnico di Torino – riprende Sorli – con un budget annuo di 6-7 milioni di euro, cifra nella quale non sono compresi gli stipendi; solo il 10% di tale cifra è coperta dall’Ateneo; il 60% deriva dalla collaborazione con gli enti istituzionali quali le regioni Piemonte e Valle d’Aosta, il Ministero della Difesa, e quello dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, l’Unione Europea, ecc.; il rimanente 30% proviene dall’attività di ricerca “conto terzi” e ciò dimostra la grande propensione della struttura a collaborare col mondo delle imprese. Noi siamo convinti che le ricerche fatte “per e con” le imprese possa avere la stessa forza d’innovazione di quella didattica o istituzionale, anche perché si tratta di attività che “deve” avere un ritorno pratico e favorire la competitività delle aziende».
Tipicamente, quali imprese si rivolgono al DIMEAS?  «Si appoggiano a noi sia le grandi aziende che le medio piccole. Tra le grandi, annoveriamo società di caratura mondiale quali quelle del aziende del gruppo FIAT in ambito automotive; Alenia-Aermacchi, Avio, Thales Alenia Space per quel che riguarda l’aerospaziale; Ferrero e Lavazza per l’agroalimentare, e così via.  Ma anche le PMI sono molto attive nella ricerca, soprattutto “raggruppandosi” per progetti più ampi all’interno dei cosiddetti “poli d’innovazione” o in consorzi d’impresa, con i quali il DIMEAS collabora attivamente. Da questo punto di vista, noi crediamo molto nelle “reti d’impresa”, in cui più soggetti cooperano per uno sviluppo comune con competenze trasversali».
Il Dipartimento, che ogni anno investe in attrezzature e macchine nuove, è strutturato in “gruppi di ricerca” che presidiano alcune aree di competenza dei laboratori e svolgono le singole attività sperimentali. «Si tratta – puntualizza Sorli – di una divisione necessaria per garantire la privacy di alcune attività; tali gruppi, tuttavia, non sono “chiusi”, anzi, lo scambio di competenze è continuo e fruttifero. E, in caso di alcune prove particolari, possiamo anche rivolgerci a sedi e strutture esterne».
Come giudica l’attuale situazione di mercato? «Che ci sia crisi è indubbio, ma occorre anche dire che proprio le aziende che fanno ricerca sono quelle che riescono a cavarsela meglio. Perché la ricerca deve, come dicevo prima, portare beneficio e valore aggiunto a chi la richiede. Non è un caso, infatti, che il nostro budget pianificato per il 2013 è superiore a quello del 2012. E questo, tra l’altro, vuol dire che il nostro lavoro è ben valutato dalle istituzioni e dal mercato. Infatti, credo che il parametro con il quale si possa valutare la qualità della ricerca sia la “continuità” della stessa, cioè il fatto che i contratti vengano rinnovati e le aziende, che investono denaro proprio, tornino a rivolgersi a chi tale ricerca ha svolto e continua a svolgere».
Cosa risponde a chi sostiene che le aziende spesso non si fidano dell’ambiente accademico, giudicato troppo teorico e lontano dai problemi industriali?
«In parte è ancora vero. L’università ha invece il dovere di ascoltare e supportare le aziende perché dalla loro crescita deriva il progresso della nostra società. Io ne sono fortemente convinto e spingo affinché il DIMEAS segua questa linea, anche perché le attività svolte “sul campo” possono realmente essere una risorsa e un motivo di approfondimento e aggiornamento per noi docenti. DIMEAS, quindi, cerca di lavorare con il medesimo approccio delle aziende che devono conseguire risultati tangibili, con riunioni mensili, momenti di confronto, ecc., e con tale predisposizione ci interfacciamo con le aziende stesse, per esempio in ambito aerospaziale, in cui spesso collaboriamo a progetti di ricerca che vedono impegnati un’impresa capofila e molte piccole e medie imprese. Ciò detto, occorre peraltro affermare che una solida conoscenza dei principi scientifico-tecnici da un lato permette di interpretare meglio i problemi pratici che man mano sorgono e quindi di trovare soluzione, dall’altro di vedere più lontano nel cercare l’innovazione: ciò che l’esperienza da sola non riesce a fare».

Leggi l’ articolo dedicato a uno dei progetti d’eccellenza di DIMEAS
Clicca qui

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here