Lavorazioni ibride: tutti i vantaggi del processo additivo-sottrattivo

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L’Additive Manufacturing è una tecnologia di cui si parla molto: alcuni la ritengono il futuro, altri ne vedono più i limiti che le potenzialità. Tecnologia additiva e tecnologia sottrattiva sono spesso viste come antagoniste tanto che molti sono gli studi che le contappongono. Ma alcune ricerche, cui hanno fatto seguito sperimentazioni hanno provato a pensare ad una integrazione delle due tecniche, in modo da esaltarne i rispettivi vantaggi offerti, cercando al contempo di annullarne le limitazioni. Di fatto questi studi hanno portato alla nascita di centri di lavoro ibridi, in grado di far coesistere tecnologie che, a prima vista, sembrano antitetiche. Queste macchine vengono definite hybrid additive-subtractive machine e sono nate proprio con l’ambizioso obiettivo di sfruttare (e sviluppare) i vantaggi di ognuno dei due sistemi, partendo dalla libertà di forme e dall’uso di materiale con particolari caratteristiche, quali le leghe di Titanio o le Cromo-Cobalto. Ciò permetterebbe di produrre manufatti, anche di grosse dimensioni, con costi contenuti, cosa fino ad oggi pressoché impossibile, causa il costo l’elevato costo del processo per asportazione di truciolo.
Con “tecnologia additiva” si indicano varie tecniche produttive che hanno in comune la costruzione del manufatto per layer successivi anziché per sottrazione di porzione di materiale, come avviene con le tecniche sottrattive, quale l’asportazione di truciolo. Le soluzioni ibride ad oggi sul mercato non si basano sulla fusione laser in letto di polvere, ma prevedono l’adduzione di materiale di riporto mediante iniettore di polvere metalliche. In questo modo viene bypassato il limite sulle dimensioni del manufatto, tipico della sinterizzazione laser con accrescimento per strati in letto di polvere, con una velocità di processo 15÷20 volte più rapida.
Verrebbe spontaneo chiedersi che ruolo possa giocare la classica asportazione di truciolo in una macchina ibrida. Innanzi tutto l’elevata precisione e la qualità superficiale raggiungibile sono i plus offerti dalla tradizione. In realtà occorre pensare hybrid. Le macchine che uniscono tecnologia additiva e sottrattiva aprono a nuove strategie produttive, che vedono realizzare il pezzo in fasi successive, dove si alternano adduzione di materiale a lavorazioni all’utensile, in modo da poter realizzare una geometria ottimizzata caratterizzata da elevata precisione.
Molti sono i vantaggi offerti dal processo ibrido Additivo-Sottrattivo, e non riguardano solo la geometria, ma anche la possibilità di abbinare materiali differenti e di contenere i costi di processo, quando si devono lavorare materiali di difficile lavorabilità come le leghe di Titanio. Le possibilità applicative di queste macchine ibride sono a priori inimmaginabili, ma un fatto è certo: cambieranno drasticamente l’impostazione del ciclo produttivo.

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