L’alta qualità del food packaging

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Chi opera nel settore del food packaging sa che la propria produzione è scandita dal rispetto di severe norme legislative, dall’offerta di una qualità elevata, sempre e comunque, e dall’utilizzo di materiali estremamente sicuri ed efficienti. Un modus operandi che si riflette tanto nella gestione delle proprie modalità produttive, quanto nella scelta dei fornitori di tutti quei materiali che solitamente vanno a costituire il prodotto finale da immettere sul mercato. Una filosofia operativa che ben conosce una grande azienda come la Albertazzi Spa nata a Correggio (RE), nel lontano 1938, specializzata nella produzione e nella stampa di imballaggi flessibili, tecnici e multistrato destinati alla conservazione di prodotti alimentari. Oggi, l’azienda emiliana, è attiva in Italia e all’estero nel comparto del packaging avanzato, collabora con i più importanti produttori mondiali di materie plastiche e con una fitta rete di selezionati fornitori: «La Albertazzi lavora al 90% materiali plastici utilizzati nel settore del food packaging per l’imballaggio di alimenti – spiega Villiam Bassoli, responsabile acquisti della Albertazzi Spa – si tratta di prodotti che vanno direttamente a contatto con gli alimenti e che per questo motivo richiedono grande affidabilità e sicurezza di impiego. Ogni componente che va a costituire i nostri imballaggi deve quindi essere prodotto nel rispetto di una serie di numerose e importanti caratteristiche qualitative e produttive».

Villiam Bassoli

Prodotti d’eccellenza
La ditta Albertazzi fornisce al mercato imballaggi neutri o stampati in flessografia e rotocalco, materiali singoli e multistrato, per termoformatura – flessibili e rigidi – e imballaggi per prodotti industriali. Tutti prodotti nel pieno rispetto dei principi di ecocompatibilità e di tecniche che preservino l’ambiente, grazie all’impiego di impianti di lavorazione avanzati, capaci di contenere l’utilizzo di sostanze nocive, l’emissione di consumi energetici e di rifiuti industriali.
«Ogni prodotto viene realizzato sulla base delle necessità del cliente, in funzione del prodotto da conservare, della tecnologia che deve utilizzare per l’imballaggio e del costo che può sostenere – spiega Villiam Bassoli – I materiali che vanno a contatto con gli alimenti devono avere delle caratteristiche chimico-fisiche molto particolari. Oltre ad avvolgere il prodotto devono garantirgli una certa vita commerciale, rispettando specifici standard. La nostra azienda, quindi, studia prodotti ad hoc per ogni applicazione, per ogni prodotto alimentare da imballare e per ogni tecnologia che il cliente ha a disposizione».
Oggi il marchio Albertazzi è presente sul mercato italiano, ma anche in Francia, Germania, Inghilterra e nei Paesi Scandinavi, sia con la realizzazione di imballaggi per il settore food – ad esempio salumi, paste ripiene e pesce – sia con la produzione di materiale di protezione che va a formare gli imballi di apparecchiature elettroniche che hanno la necessità di essere trasportate o movimentate. In ogni caso, con la fornitura di prodotti che, nella quasi totalità dei casi, sono il risultato dell’assemblaggio di materie prime e di altri materiali che arrivano nell’azienda di Correggio grazie ad una rete di efficienti fornitori.

Come nasce un imballaggio
«Per realizzare i nostri prodotti dobbiamo acquistare materie prime e specifici prodotti, ovvero film plastici, film saldanti in polietilene e polipropilene, che hanno la funzione di chiudere ermeticamente la confezione dell’alimento – spiega il responsabile acquisti della Albertazzi – Necessitiamo, inoltre, di una serie di film che solitamente vengono messi all’esterno della confezione e che conferiscono caratteristiche di resistenza meccanica e all’usura, trasparenza, barriera ai gas e all’umidità, che vengono scelte in funzione dell’applicazione del cliente, della vita del prodotto da conservare e dell’utilizzo finale».
Per far ciò la Albertazzi si appoggia ad una articolata rete si aziende partner: «Abbiamo più fornitori per ogni tipologia di materiale, almeno 2 o 3 per ogni componente, in modo da permetterci di disporre di un’ampia gamma di materiali da utilizzare a seconda delle necessità del cliente finale. Ci appoggiamo anche a fornitori per l’acquisto degli inchiostri necessari per ottenere scritte ed effetti grafici e per le colle che servono ad unire tutti i materiali che noi acquistiamo. In definitiva, noi forniamo al cliente dei pluristrati formati da più livelli di materiale che hanno ognuno la propria specificità e la propria funzione». E con caratteristiche talmente particolari da diventare una discriminante fondamentale per la selezione dei fornitori con cui l’azienda emiliana lavora ogni giorno.

Una squadra impeccabile
Qualità di lavoro, affidabilità, spesso vicinanza territoriale. Sono queste alcune delle particolarità che devono avere i fornitori di un’azienda che opera in un settore così delicato come quello dell’imballaggio alimentare.
«Lavoriamo con fornitori che siano in grado di darci sempre il meglio dal punto di vista qualitativo, dato che il nostro prodotto va a servire un mercato che, come il food, deve rispettare determinate caratteristiche operative e normative che disciplinano il contatto diretto degli imballaggi con gli alimenti – spiega Bassoli –  Sono ad esempio molti i produttori di polietilene usato per applicazioni non alimentari. Noi dobbiamo selezionare i nostri fornitori tra quelli invece che ci possono garantire un prodotto specifico per il settore alimentare, ma anche materiali completamente puri, privi di agenti inquinanti. Spesso dobbiamo infatti verificare che i nostri fornitori abbiamo anche tutti i macchinari e le tecnologie necessarie per proteggere i loro prodotti da eventuali inquinamenti, prima che arrivino nella nostra azienda».
Ciò significa procedure di lavoro il più possibile trasparenti, serietà di lavoro, offerta di prodotti della migliore qualità disponibile sul mercato. Senza dimenticare però l’importanza di una visione aziendale mirata al raggiungimento costante dell’eccellenza produttiva.
«Cerchiamo di avere con i nostri fornitori rapporti sempre continuativi e duraturi – spiega Villiam Bassoli – La conoscenza e l’impegno reciproci nel cercare di affrontare insieme le varie problematiche che ci vengono poste dai clienti sono essenziali per il nostro lavoro con i fornitori. Spesso insieme a loro si studiano materiali nuovi adatti a particolari tipi di applicazioni. É quindi importante che queste aziende abbiano un laboratorio destinato ad attività di Ricerca & Sviluppo, per testare nuovi prodotti e studiare nuove soluzioni da proporre al mercato».

La regola del vicino di casa
Dato che i fornitori della Albertazzi vengono selezionati sulla base dei servizi specifici che sono in grado di offrire, va da sé che l’azienda di Correggio, stringa rapporti commerciali strategici non solo tra le mura di casa: «Abbiamo fornitori che arrivano da Paesi specifici a seconda del prodotto che andiamo ad acquistare – spiega il responsabile acquisti – Per i materiali esterni che formano l’imballaggio, ad esempio, ci sono pochi fornitori europei specializzati, quindi dobbiamo acquistare molto materiale dall’Est, in particolare dalla Turchia, dalla Cina e dal Golfo Persico, ovvero da tutte quelle aree dove sono presenti i maggiori produttori di petrolio, vista la tipologia dei nostri prodotti. Per i film saldanti, ovvero quelli che vanno a contatto diretto con gli alimenti, abbiamo invece tutti fornitori locali, italiani e soprattutto del Centro-Nord Italia. In funzione di specifiche caratteristiche qualitative ed economiche possiamo far riferimento anche a fornitori europei, ma solitamente, quando possibile, scegliamo aziende locali, che ci possano sempre assicurare una maggiore qualità logistica, tempi veloci di consegna e di risposta in caso di particolari necessità produttive».

 

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