La subfornitura in Veneto

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Né le cronache del quotidiano né tantomeno i dati raccolti ed elaborati da organismi come Unioncamere o la Cna locale possono occultare le attuali difficoltà di quell’impresa veneta che sino a poco fa poteva essere identificata come una fra le autentiche locomotive dell’economia italiana. Lo scorso anno a fronte di una crescita del 3,2% del Prodotto lordo mondiale, il Veneto ha invece patito una contrazione dell’1,9% del suo Pil che nel 2013 è atteso probabilmente da un’ulteriore, benché meno significativa, flessione dello 0,4%. Con il suo -2,4% l’Italia ha fatto persino peggio e d’altra parte il cuore del produttivo Nord Est può sorridere a denti stretti osservando le performance più preoccupanti di altre regioni-traino, quali l’Emilia Romagna (-2,2%) e il Piemonte (-2,1%). Protagonista di una sensazionale decrescita è stata la manifattura, la cui produzione industriale è calata per ben 4,3 punti percentuali con un picco negativo del 5,3% durante il secondo trimestre del 2012 e con le microimprese costrette a lasciare sul terreno addirittura il 7,7%. Nell’indagine Veneto Congiuntura Unioncamere ha evidenziato l’impatto del credit crunch sul quadro generale calcolando una riduzione dei prestiti del 2%, ma pari invece al 2,5% per quanto riguarda le aziende.
Se tuttavia il convoglio di testa del business tricolore sbuffa e arranca lungo un percorso in salita che sembra non finire mai e degenera sovente in accadimenti impensabilmente tragici; ebbene allo stesso tempo esso non ha alcuna intenzione di arrestare la sua corsa. Sembra tuttavia orientarsi verso altre direzioni e scegliere metodi differenti per raggiungere obiettivi e destinazioni prefissati.
Le esportazioni hanno conservato il segno più, sebbene l’incremento dell’1,6% registrato non possa esser considerato soddisfacente. Meglio dovrebbe andare di qui al prossimo dicembre quando l’impennata prevista è superiore ai 3,5 punti, anche se gli approdi del made in Veneto non sono gli stessi del recente passato. Mentre si assottiglia il peso della Germania e della Francia per l’1,7% e il 2,1% rispettivi e soprattutto quello della Cina (-26,9%), le vendite al di fuori dell’Unione europea hanno archiviato un positivo +6,7%. Su questo sfondo si sono fatte apprezzare le prestazioni della Confederazione elvetica (+24,3% di fatturato) e degli Stati Uniti ora in fase di ripartenza (+11,1%).

Tra internazionalizzazione e reti
Le presenze oltreconfine sono incentivate con iniziative mirate come quella di Veneto Promozione e della Camera di commercio di Treviso che punta a infittire il dialogo con il mercato polacco cresciuto del 2% nel 2012. In attesa tuttavia di corroborare e moltiplicare i volumi d’affari sui panorami globali l’imprenditoria regionale, il Veneto si attrezza per ribattere ai colpi della recessione anche in Patria con il sostegno delle Associazioni e in linea con le ricette anti-crisi più popolari fra i guru dell’economia. Tanto per fare un esempio proprio il Veneto si è posizionato ai vertici delle graduatorie sulla diffusione dei contratti di rete nel Paese. Al 29 dicembre scorso in tutta la Penisola i progetti censiti in quest’ambito erano circa 650. Ben 246 stando ai dati di Unioncamere sono stati sottoscritti nelle aree del Nord Est e addirittura 91 nella medesima regione del leone di San Marco. Per quanto flebili perciò i segnali di ripresa non mancano: «Se l’export è attualmente una fra le poche voci incoraggianti», ha detto a Subfornitura News il responsabile della Cna Produzione Veneto Matteo Ribon, «allora il compito della Cna è stimolarlo garantendo alle imprese locali nuove opportunità». Senza peraltro perdere di vista altre note positive come la conclamata predisposizione alle aggregazioni: «L’essenziale non è la natura dei contratti», ha argomentato Ribon, «ma la solidità delle relazioni. Devono esser costruite per durare nel tkempo senza arrendersi alle eventuali criticità iniziali e capaci di oltrepassare l’individualismo che ha spesso caratterizzato le Pmi della regione». Pur non potendo chiaramente fare le veci di una banca, la Confederazione è pronta a far la sua parte in materia di finanziamenti. Supporta le società sul piano dell’intermediazione bancaria tramite il consorzio fidi Sviluppo Artigiani e organizza eventi informativi ad hoc studiando gli strumenti per ottimizzare la progettualità. Insomma svoltare si può.

 

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