La sostenibilità delle aziende italiane non teme la crisi

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Anche quest’anno, alla Borsa di Milano, è stato presentato il CDP Italy 100 Climate Change Report 2014, pubblicato dal CDP e redatto per la prima volta dalla scuola di management SDA Bocconi, in collaborazione con IMQ nel ruolo di scoring partner.
Il report, pubblicato in Italia annualmente a partire dal 2008, analizza le politiche di gestione degli impatti del climate change attuate dalle più importanti società quotate in borsa. Si tratta quindi di un documento fondamentale in ottica di scelte di investimento, prestiti e analisi assicurative.Dal report, quest’anno intitolato “Tackling climate change – Recent developments in the strategic vision of Italian companies”, emergono subito due dati importanti, che evidenziano una maggiore consapevolezza, da parte delle aziende, dell’importanza della sostenibilità. Il primo dato riguarda l’aumento del numero delle aziende partecipanti (nel 2013 erano 46, quest’anno sono state 53), il secondo consiste invece nella crescita dei punteggi medi totalizzati dalle imprese rispetto all’edizione 2013 del Report.
Un dato molto importante, che sorprende visto e considerato la crisi economica degli ultimi anni, è l’aumento del 27% degli investimenti in sostenibilità, per un totale di 3,4 miliardi di euro (contro i 2,6 miliardi spesi nel 2013). In particolare, le aziende investono per l’utilizzo di risorse rinnovabili, per controllare le emissioni fuggitive e per raggiungere l’efficienza energetica. Si tratta quasi sempre, però, di investimenti legati ad attività di breve periodo.
report CDP sostenibilità impreseInoltre, sia le emissioni dirette e sia quelle indirette sono diminuite, cosa che, nel 62% dei casi, è attribuibile alle politiche di riduzione messe in atto. Inoltre, in cinque anni, è passato da 13 a 29 il numero delle aziende che mostrano interesse anche nei confronti delle emissioni legate alla supply chain, nonostante molte di loro abbiano difficoltà a definirle e a individuare gli interventi giusti per ridurle.
Infine, un’altra tendenza emersa dal Report di CDP è quella per la quale il 91% delle aziende partecipanti considera il cambiamento climatico come un rischio per il proprio business. A questo timore, il 79% delle imprese risponde adottando politiche di mitigazione attraverso associazioni di categoria con l’obiettivo di trasformare il rischio in opportunità.
Anche quest’anno, l’analisi necessaria per l’assegnazione dei punteggi è stata condotta da IMQ che ha valutato disclosure e performance delle imprese partecipanti. Per quanto riguarda la disclosure, è stato assegnato un punteggio (da 1 a 100) alla completezza, alla trasparenza e alla qualità delle informazioni dichiarate da ciascuna azienda su impatti e interventi in ottica di emissioni di gas effetto serra e climate change. Successivamente, per le aziende con punteggio in disclosure pari o superiore a uno score di 50, è stata data una valutazione in termini di performance, ovvero sulla qualità  delle azioni condotte (valutazione dalla A, la più alta, alla E) in base a criteri di maturità nella gestione di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico.
Le aziende con i migliori risultati di disclosure e performance sono incluse rispettivamente nel Climate Disclosure Leadership Index (CDLI) e nel Climate Performance Leadership Index (CPLI) del CDP. Entrambi gli indici sono utilizzati dagli investitori per valutare la preparazione aziendale ai cambiamenti indotti dal riscaldamento dell’atmosfera e lo sfruttamento non sostenibile delle risorse, e per guidare le decisioni di investimento.
Per quanto riguarda il Climate Disclosure Leadership Index (CDLI), nel 2014 è Pirelli l’azienda con il punteggio più alto (è passata da 96 nel 2013 a 99 nel 2014). Al secondo posto seguono FCA (Fiat Chrysler Automobiles), CNH Industrial, Buzzi Unicem ed ENEL, tutte con 98 punti. Rientrano nel CDLI anche YOOX, Snam, ENI, Italcementi, Telecom Italia, ST Microelectronics NV.
Anche quest’anno, come nel 2013, i settori ricoperti dai primi dieci in classifica sono sette (Consumer Discretionary, Industrials, Materials, Utilities, Energy, Telecomunication Services, Information Technology).Nella classifica del Climate Performance Leadership Index, invece, le aziende più virtuose sono FCA, YOOX, Intesa Sanpaolo, CNH Industrial e Italcementi, tutte con rating A.

 

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