La Smart manufacturing è in crescita

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Una ricerca dell’Osservatorio Smart Manufacturing della School of Management del Politecnico di Milano ha rivelato che il mercato dello Smart Manufacturing nel 2015 vale 1,2 miliardi di euro, quasi il 10% del totale degli investimenti complessivi dell’industria. Quasi un terzo delle imprese ha già avviato tre o più progetti utilizzando tecnologie digitali innovative come l’Industrial Internet of Things, l’Industrial Analytics, il Cloud Manufacturing, l’Advanced Automation, l’Advanced Human Machine Interface o l’Additive Manufacturing. Però, il 38% delle imprese dichiara di non conoscere ancora i temi dell’Industry 4.0 e i progetti sono spesso in fase pilota, dove sono quasi assenti le PMI. Il 62% dei bilanci di competenze digitali individua lacune da colmare. Per il 2016 è prevista una crescita del 20% ed è in dirittura d’arrivo un programma nazionale di trasformazione digitale dell’industria per definire la via italiana alla Quarta Rivoluzione Industriale.

Considerando l’innovatività del paradigma, l’immaturità di alcune tecnologie e la complessità di implementazione, oltre alla crisi economica degli ultimi anni, il quadro italiano dello Smart Manufacturing è da leggere in chiave positiva – afferma Alessandro Perego, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Smart Manufacturing -. Per accelerare la crescita però è necessario innanzitutto uscire dalla fase sperimentale che caratterizza la maggior parte dei progetti per passare all’applicazione diffusa ed estendere i progetti anche a settori oggi meno attivi come l’alimentare, il legno-arredamento, la moda e soprattutto alle imprese medio-piccole, cuore pulsante del tessuto industriale italiano”.

“È necessario poi definire un programma nazionale di trasformazione digitale dell’industria italiana, sulla falsariga di quelli già promossi da altri Paesi, delineando però una via italiana alla ‘quarta Rivoluzione industriale’ a partire dalle caratteristiche della nostra manifattura – dice Marco Taisch, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Smart Manufacturing –. Oltre a produrre effetti indiretti di sensibilizzazione e marketing della capacità industriale nazionale, il programma dovrà prevedere azioni dirette per la defiscalizzazione di investimenti o altri incentivi alla modernizzazione dei processi, iniziando a coinvolgere in questa trasformazione le medie imprese”.

La ricerca svolta dall’Osservatorio su 307 imprese italiane in 9 settori rilevanti per il tessuto manifatturiero, ha censito nel complesso circa 600 applicazioni di Smart Manufacturing Technologies in Italia nel 2016, riportando in realtà un quadro di forte vitalità. Le applicazioni più diffuse sono di Industrial Analytics sia a supporto di attività̀ operative come produzione e logistica (20% del campione), sia della gestione della Supply Chain (15%); altrettanto buona è l’adozione di soluzioni Cloud ed Industrial IoT in fabbrica (rispettivamente 20% e 16% del campione), tra le tecnologie meno consolidate spicca l’Advanced HMI nelle attività operative (15% del campione) anche se spesso ancora fermo allo stadio di progetto pilota.

Il 66% del mercato è rappresentato da progetti di Industrial Internet of Things, che vale 790 milioni di euro, seguito da Industrial Analytics (23%, 270 milioni di euro) e Cloud Manufacturing (10%, 120 milioni di euro). In una fase caratterizzata soprattutto da progetti pilota, il segnale dello stato embrionale è costituito dal fatto che ben il 30% del mercato è distribuito nell’area della system integration, mentre il 28% copre l’acquisto di hardware (sensoristica, sistemi IT, etc.), il 22% di software (programmi e licenze) e solo il 20% è legato ai servizi.

Il numero di startup nello Smart Manufacturing finanziate a livello mondiale cresce del 15% per il terzo anno di fila ed il finanziamento totale sale a oltre 1,5 miliardi di dollari, di cui il 39% raccolto da nuove imprese nell’area delle Industrial Analytics. Delle 173 startup individuate, il 60% ha sede in Nord America e solo il 30% in Europa.

 

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