La simulazione diventa facile!

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Gianni Ferretti, direttore del laboratorio Looms della sede di Cremona del Politecnico di Milano
Gianni Ferretti, direttore del laboratorio Looms della sede di Cremona del Politecnico di MIlano
Gianni Ferretti, direttore del laboratorio Looms della sede di Cremona del Politecnico di Milano
Gianni Ferretti, direttore del laboratorio Looms della sede di Cremona del Politecnico di Milano

Il Looms (Laboratory of Object-Oriented Modelling and Simulation) è una struttura di ricerca del Politecnico di Milano, attiva nel Polo Territoriale di Cremona. Più precisamente, essa si occupa di modellistica e simulazione seguendo due distinti filoni. Il primo ha come obiettivo l’elaborazione di concetti e metodi generali di modellistica object-oriented, con particolare riferimento al linguaggio Modelica e agli strumenti che lo supportano. Il secondo concerne, invece, l’indagine modellistica di specifici casi applicativi, legati in particolare al settore automotive e aerospaziale, ai sistemi termo-idraulici e agli impianti di generazione di energia (solare, nucleare, a fluido organico, ecc.).

Looms mette a punto strumenti (software) che simulano il comportamento dei sistemi meccanici non più gestendo equazioni differenziali o schemi a blocchi molto complessi e poco corrispondenti alla realtà, ma elementi “reali” a livello macroscopico. Quali sono i vantaggi di un approccio di questo tipo? Gianni Ferretti, direttore del laboratorio e responsabile del settore meccatronico e automotive, spiega «Le maggiori difficoltà  sono riservate agli strumenti e agli sviluppatori software, quali appunto sono i tecnici del Looms. Chi invece utilizza i software, cioè coloro che devono simulare il comportamento di un ambiente applicativo, hanno la vita decisamente semplificata. Si tratta quindi di un aiuto per le imprese che vogliono progettare nuovi sistemi, eseguire modifiche su sistemi già esistenti e simularne le conseguenze, o effettuare le cosiddette “prototipazioni virtuali”». Questo tipo di approccio, che consente l’analisi complessiva del sistema e non del singolo dominio fisico, facilita la simulazione, anche perché i sistemi così costruiti sono modificabili molto più facilmente rispetto a quelli tradizionali.  Il sistema è già molto diffuso nel settore automobilistico, in quanto adoperato dalle case costruttrici per valutare il peso delle scelte progettuali dei singoli gruppi (elettrico, motoristico, fluidodinamico, ecc.) prima della realizzazione del prototipo virtuale complessivo. Inoltre, permette di codificare e catalogare ogni progetto, contribuendo alla costituzione del know-how aziendale. Quale potrebbe essere la prossima evoluzione di questo metodo? «La tecnologia è ormai matura per la modellistica e simulazione di sistema, il passo successivo è l’utilizzo dei modelli per indagini accurate sul miglioramento del controllo a livello di sistema». Da ultimo, Gianni Ferretti conclude con una considerazione di ampio respiro sull’attuale fase di mercato: «Probabilmente non è facile spronare alla ricerca in una situazione di mercato difficile come quella attuale. Ma se non si investe mai nella studio e nello sviluppo di nuove soluzioni, allora sarà impossibile crescere e andare avanti. Anzi, è proprio in periodi come questo che le aziende, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, dovrebbe cercare di trovare nuovi strumenti di crescita».

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