L’investimento migliore è nella qualità, parola di contoterzista

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Ciro Cavaliere, titolare della Omeca S.r.l. (Aprilia, LT)
Ciro Cavaliere, titolare della Omeca S.r.l. (Aprilia, LT)

Investire in una macchina nuova è per molti la cosa migliore, ma non è sempre così facile in un periodo difficile come questo che stiamo vivendo. Allora succede che molte aziende decidano di investire su sistemi di gestione ottimizzati e su utensili altrettanto adeguati. Ciò che importa  è non compiere errori di cui è facile pentirsi. Ecco la testimonianza di Ciro Cavaliere titolare della Omeca S.R.l.

Omeca S.r.l. (Aprilia, LT) è una piccola ma fiorente industria attiva meccanica laziale che, avvalendosi dell’esperienza ventennale dei suoi addetti, effettua lavorazioni meccaniche conto terzi, in particolare di fresatura e tornitura. L’azienda conta attualmente quattro dipendenti ed è specializzata nella prototipazione e nell’esecuzione di componenti complessi in serie limitata, da uno a non più di 200 pezzi per lotto.

Il titolare, Ciro Cavaliere, racconta: «Noi operiamo in settori in cui sono richiesti elevati livelli di precisione: il farmaceutico, l’ospedaliero, l’alimentare, ecc. Per tale ragione lavoriamo qualsiasi tipo di materiale, anche acciaio inox, bachelite e plastica. Nella nostra officina sono installate diverse macchine utensili, tra cui una fresatrice a 5 assi e un tornio con utensili motorizzati e asse C».

Quanto all’attuale fase economica, Cavaliere commenta: «La crisi c’è e si fa sentire. Ma è una crisi strana, perché il lavoro non manca, tutt’altro. Ciò che manca sono i soldi, scarseggia la liquidità, sia da parte delle banche, che ormai erogano finanziamenti col contagocce, sia da parte di alcuni clienti, la cui reticenza a pagare cresce giorno dopo giorno».

Poi, a proposito del nostro approfondimento, aggiunge: «Io credo che nessun investimento relativo a utensili nuovi e di ultima generazione possa sostituire quello relativo a una macchina nuova. Tuttavia è assolutamente vero che molte aziende preferiscono investire sugli utensili, dato il difficile periodo che stiamo vivendo. Un conto, infatti, è acquistare 10 utensili e spendere 1.000 euro, un conto è comperare una macchina nuova e spenderne 100.000. Il mercato non fa sconti, dobbiamo ridurre i rischi e arrivare, per così dire, a “contare i centesimi”. Prima della crisi la tendenza era quella di acquistare e provare molti utensili, forse anche più del necessario; oggi, invece, si cerca l’acquisto mirato valutando con maggiore attenzione geometria, grado di tenacità, rivestimento, tipo di operazione da eseguire e materiale da lavorare. L’obiettivo, insomma, è quello di scegliere in maniera maggiormente accurata utensili di più elevata qualità per aumentare le prestazioni produttive e per garantire più lunga vita degli utensili stessi».

Ma utensili di questo tipo non costano di più? «Certo, e non solo come prezzo. Anche la “ricerca” è costosa, perché esige tempo e impegno. Ma alla fine la resa è certamente migliore. Noi abbiamo provato questa esperienza sulla nostra pelle decidendo tempo addietro, per risparmiare, di sperimentare utensili economici, di origine cinese e coreana. Fu un disastro. Dopo poco tempo tornammo all’alta qualità e benché il prezzo fosse più alto anche del 50%, la resa complessiva fu subito di gran lunga superiore. Tra l’altro, poiché gli utensili di basso livello hanno una durata inferiore, le spese di approvvigionamento aumentano, e diminuisce la qualità superficiale dei pezzi realizzati, i quali dunque devono essere poi ripresi, facendo levitare anche tempi e costi di produzione. Insomma, la spesa iniziale per utensili mirati e di alto livello è superiore, ma alla lunga consente significativi risparmi».

Come avviene la ricerca degli utensili giusti? «Non potremmo operare da soli, dialoghiamo di continuo con i nostri fornitori che vengono aggiornati dalle case madri circa le novità e le ultime soluzioni tecnologiche. Da questo punto di vista, è molto importante che gli agenti siano anche tecnici e abbiano un rapporto tecnico sincero con noi terzisti. Anche perché gli sviluppi tecnologici corrono veloci, ogni sei mesi viene proposto un aggiornamento e seguire tutte le novità diventa molto difficile. Solo chi fa produzione in serie e sfrutta gli utensili in maniera intensiva può apprezzare davvero ogni singolo aggiornamento».

 

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