La pressione nei rivestimenti superidrofobici

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: Credit: Charles Black, Antonio Checco, and Atikur Rahman

I rivestimenti superidrofobici respingono i liquidi intrappolando l’aria all’interno di strutture microscopiche, ma l’interfaccia del composito risultante tende a collassare sotto la pressione esterna. Le strutture in scala nanometrica potrebbero favorire la produzione di rivestimenti più resistenti, grazie alla geometria e agli effetti di confinamento su scala nanometrica. Con un’attenta messa a punto della geometria in nanoscala, si possono migliorare la durata e l’applicabilità di queste strutture da usare in pannelli solari, rivestimenti self-healing e applicazioni anti-ghiaccio. In questo modo i rivestimenti potrebbero sopportare pressioni 10 volte superiori alla pressione media che una superficie subisce a riposo. Un ricerca del Department of Energy statunitense ha rivelato che i limiti superiori dello stato superidrofobico sono raggiunti quando la pressione del liquido supera un valore critico, che dipende dalla forma e dalla dimensione della struttura. L’infiltrazione è irreversibile per tutti, tranne per le superficie coniche, che presentano una spontanea ricomparsa parziale della fase del gas intrappolato sopra la depressurizzazione del liquido.

: Credit: Charles Black, Antonio Checco, and Atikur Rahman
Credit: Charles Black, Antonio Checcon and Atikur Rahman

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