La nuova frontiera delle nanoparticelle

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credit Iom-Cnr/Sissa
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I materiali migliori per le nuove tecnologie necessitano di catalizzatori efficienti e dai costi contenuti, costituiti da nanoparticelle che devono le loro proprietà alle dimensioni ridotte. Una delle nuove frontiere della ricerca è stata varcata da un gruppo di ricerca dello Iom-Cnr e della Scuola internazionale superiore di studi avanzati di Trieste Sissa che ha capito come aumentare l’efficienza dei catalizzatori, riducendone lo spreco.

 

Le singole particelle di catalizzatore hanno la tendenza ad aggregarsi in particelle più grandi, affievolendo la propria efficacia. Mentre grazie allo studio è stato creato un materiale che mantiene stabile il catalizzatore disperso, aumentando così l’efficienza del processo e diminuendo costi e sprechi.

La ricerca mostra che l’efficienza maggiore si ottiene quando il catalizzatore è disponibile in forma di nanoparticelle, quindi sotto la dimensione di 10-9 m. Quindi più il materiale è disperso e piccole sono le particelle, più è disponibile per il processo di catalisi. Ma le leggi della termodinamica spingono le particelle ad unirsi formando aggregati più grandi, rendendo più scadente il materiale con il tempo.  Il gruppo di scienziati Iom-Cnr/Sissa, con la collaborazione dell’Univerzita Karlova di Praga, ha capito come produrre granuli di platino così piccoli da essere costituiti da un solo atomo, mantenendoli dispersi in maniera stabile, sfruttando le proprietà del substrato sul quale poggiano. Le discontinuità del substrato chiamate step (gradini) tendono ad attirare le nanoparticelle e a disgregarle, permettendo loro di rimanere attaccate in forma atomica.

 

 

 

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