La fibra di Carbonio ha avuto nel corso degli ultimi anni un forte impatto nel mondo industriale, rendendo possibili strutture che, per resistenza, leggerezza e rigidezza, erano impensabili fino a pochi anni fa. Lo sa bene Italcanna, azienda con sede nella provincia Lucca, specializzata nella produzione di tubi in questo materiale. Molti oggi gli usi e gli impieghi di questo materiale, che l’azienda studia e lavora ormai da molti anni per sviluppare prodotti sempre più avanzati e innovativi. Ma la notorietà di materiale eccelso che si è guadagnato, non sarebbe probabilmente cresciuta così tanto se non fosse stato possibile distinguerlo inequivocabilmente, e a colpo d’occhio, anche da parte dei meno esperti. Per questo è diventato importante anche in settori che non erano prevedibili negli anni 50 quando, durante i primi esperimenti con la grafite, nessuno avrebbe pensato di indossare un orologio, un anello o una borsa fatta di questo materiale, spesso associato più a sporche matite che al concetto di materiale nobile.

La prima distinzione estetica da fare quando si parla di Carbonio è tra il tipo Trama e il tipo Unidirezionale. Quest’ultimo presenta tutte le fibre orientate in un solo verso, senza nessun intreccio.

Le diverse tipologie di Trama
L’aspetto in Trama è quindi quello più conosciuto e apprezzato ma spesso, i non addetti ai lavori e i pochi avvezzi a queste tipologie di materiali, non sanno che ne esistono diverse varianti. A seconda di come viene armato il telaio per la tessitura delle fibre, si possono distinguere principalmente tre varianti estetiche in base a come si intrecciano i fili di ordito (verticali) e di trama (orizzontali), ovvero Tela, Twill e Raso.

La tessitura
Un singolo filamento di Carbonio è più sottile di un capello umano perciò, per essere meglio lavorato, viene accoppiato ad altri per formare un fascio che sarà poi avvolto su una bobina usata per la tessitura. Il numero di K che spesso si trova nella descrizione delle fibre di Carbonio indica appunto la grandezza di tali unità. Un Carbonio 1K avrà dunque 1.000 fibre per unità e sarà più malleabile e meglio curvabile; un Carbonio 3K, invece, in virtù del raggruppamento formato da 3.000 fibre (quindi più grande) risulterà meno modellabile ma formerà un tessuto sicuramente più rigido e resistente.

Non perdere l’articolo completo su “L’estetica del Carbonio” sul prossimo numero di Subfornitura News – Aprile 2017.

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1 COMMENTO

  1. sono un cittadino de L’AQUILA TERREMOTATA che cerca di fare la sua parte nella ricostruzione
    Ho lavorato (nel commerciale ) con alcune Aziende del settore (Fibra di Carbonio) ma poi ho dovuto smettere
    per la forte presenza di organizzazioni mafiose.
    Ora vorrei riprendere e stò cercando una seria azienda italiana con la quale instaurare un corretto rapporto di collaborazione serio e duraturo .

    attendo vostro riscontro e nel frattempo porgo distinti saluti

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