La meccanica riparte dal calo degli insoluti

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Ludovic Subran, capo economista di Euler Hermes
Ludovic Subran, capo economista di Euler Hermes

Secondo il rapporto 2015 Mancati pagamenti delle imprese italiane curato dalla specialista globale dell’assicurazione dei crediti Euler Hermes con dati riferiti al 2014 la situazione delle aziende della meccanica tricolore sta evolvendosi in modo positivo. In particolare, è stato notato come fra il 2013 e lo scorso anno si sia ridimensionata la frequenza dei fenomeni d’insolvenza sul mercato interno (-20%) e come essa risulti altresì in calo rispetto agli ultimi scorci del periodo pre-crisi. A paragone infatti con il 2007 essa è scesa del 24%. Allo stesso tempo, sempre entro i confini nazionali, ha subito un calo drastico anche la severità dei mancati pagamenti, ovvero la loro entità economica: del 36% a cavallo del più recente biennio; del 17% negli ultimi sette anni. A quanto riscontrato sul panorama nazionale corrisponde solo il parte il dato inerente invece le esportazioni. Gli insoluti sono diventati dell’1% più frequenti ma il loro ammontare è invece salito del 100% fra 2013 e 2014. Dal 2007 a oggi essi avvengono più raramente (-42%) ma riguardano importi più notevoli (+36%). «Il settore in linea di massima presenta forniture di merci di importo più elevato rispetto ad altri comparti», si è potuto leggere nel report di Euler Hermes, «e per questo diventa più rischioso quando si affrontano nuovi mercati. Si fa ancora sentire l’effetto del credit crunch, ma la tendenza dei pagamenti è comunque attesa generalmente in positivo, specie sulla meccanica di precisione». Vittima di un calo del business che gli osservatori della società della galassia Allianz e con sede centrale a Parigi hanno stimato pari a 31 punti percentuali dall’inizio della stagnazione, il segmento della meccanica sembra tuttavia avere dinanzi a sé orizzonti in rosa. «Un forte orientamento all’export, imprese di media dimensione con buoni profitti e infine», è quanto riportato dalla pubblicazione, «un modello distrettuale di sotto-settori strategici. Le previsioni 2015 danno una produzione in crescita in Italia con gli ordini che dovrebbero raggiungere i massimi livelli. Questo lieve upswing può esser colto in particolare da meccanica fine e componentistica made in Italy». Una buona notizia viene dalla performance incoraggiante del mercato casalingo ma la meccanica può continuare a rappresentare un traino importante anche nei processi di internazionalizzazione. «Nel 2015», ha commentato a tale proposito il capo economista di Euler Hermes Ludovic Subran, «le vendite all’estero dovrebbero generare un volume d’affari da 10 miliardi di euro contro i 7 del 2014 e il 63% di questi valori dovrebbe provenire dalle industrie meccanica, chimica e del tessile». La manifattura della Penisola può trarre slancio dal ribasso dei prezzi al barile del petrolio; nonché dalla situazione di relativa debolezza del dollaro, ma può soprattutto fare leva sullo stato di salute complessivamente buono della sua imprenditoria, che controbilancia così i difetti del sistema-Paese. In linea generale Euler Hermes ha notato che nel 2014 i mancati pagamenti delle imprese italiane di qualunque estrazione, nel mercato interno, hanno segnato rispetto all’anno precedente…. continua a leggere

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