La fabbrica intelligente

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Un leggero sottofondo di violini. Il cielo al tramonto. Una fiammante e sportiva nuova auto che solca il viale di una villa. Una voce fuori campo che ne elogia le caratteristiche tecniche. Velocità, accelerazione, sicurezza, passione nel guidarla. Averla non per possesso o per sfoggiare le proprie capacità economiche ma per vivere dall’interno quanto la professionalità, l’amore di un uomo, di un’azienda possa produrre oggetti di qualità e di indiscussa bellezza. Ammirarla, guidarla, è come entrare in un’altra dimensione. Sarà tedesca? Sarà francese o giapponese? Niente affatto Signori. Arriva direttamente da un paesino italiano, sconosciuto, popolato da poche migliaia di persone, inserito in un territorio ben più vasto dove i motori si respirano, si vivono, si sognano. Questo è ciò che possiamo fare noi metalmeccanici italiani. Creare sogni. Certo oggi è più difficile. La politica vacilla e cerca di reinventarsi. Il mondo è globalizzato, senza più distanze e buona parte di esso è sempre alla ricerca costante del prezzo più basso. Le imprese sono in affanno e a volte gli imprenditori che le governano sono un po’ stanchi e a volte un po’ affranti. Ma quando questi sentimenti affiorano in noi, ricordiamoci che siamo in grado di creare sogni. Le nostre aziende hanno per trent’anni espresso un valore aggiunto notevole grazie al quale abbiamo creato e venduto molto più di un prodotto di eccellenza. Abbiamo venduto un concetto, uno stile: il Made in Italy. E oggi? Nella situazione odierna è necessario reinventarsi e reinventare le proprie fabbriche. Stare al passo con le situazioni congiunturali a noi tutti molto più che note, vorrà dire miscelare la qualità, la bellezza e l’estrosità del Made in Italy con la razionalità e l’efficienza delle nostre realtà industriali. In un’economia complessa bisogna da una parte mettersi nuovamente in gioco e dall’altra avere fabbriche corrispondenti al massimo, a ciò che il mondo ci chiede, ovvero fabbriche intelligenti. Dovremo vivere e far vivere ai nostri dipendenti aziende ove sarà di nuovo bello andare a lavorare, a fresare e tornire. Dove i giovani brameranno per essere assunti, perché consapevoli di poter far parte di una squadra in cui il proprio lavoro è importante in quanto parte di un insieme e assieme complesso. Fabbriche intelligenti perché efficienti dal punto di vista energetico, logistico e produttivo. Aziende razionali nelle quali si impara il valore del denaro anche attraverso il costante miglioramento nell’attrezzare le macchine o nell’utilizzo degli utensili. Imprese veloci, capaci di gestire lo sviluppo di processi complessi al fine di anticipare i concorrenti con prodotti performanti e con un costo adeguato. Fabbriche automatizzate laddove è possibile aumentare la propria competitività; fabbriche  tecnologicamente avanzate e dedite alla ricerca incrementale e strutturale. Fabbriche intelligenti appunto, fabbriche del futuro. Un sogno o possibile realtà? Voi cosa ne pensate?

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