Jobs: una rete di terzisti internazionale

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Antonio Dordoni
Antonio Dordoni
Antonio Dordoni
Antonio Dordoni

La piacentina Jobs, sotto le cui insegne si muovono oltre alla casa omonima anche i marchi Rambaudi, Sachman e Sigma, guarda al mercato e alle relazioni con i partner da un punto di vista particolare e privilegiato. L’azienda produttrice di macchine utensili è infatti parte integrante del gruppo FFG Europe, con alleanze distribuite in tutta l’Unione europea, Germania in primis, e presenze pressoché in tutti i continenti e i mercati strategici dei beni strumentali. «L’idea di dare vita a collaborazioni con società estere e in particolare tedesche», ha detto a Subfornitura News il Vice President Sales, Marketing & Service Antonio Dordoni, «è interessante e l’aspettativa è di dialogare con una rete di terzisti di qualità che possono contribuire al mantenimento di prezzi e costi operativi competitivi senza intaccare l’eccellenza dei prodotti in un settore caratterizzato da bassi volumi come il nostro». In nome dell’indiscussa caratura della gamma Jobs ha deciso di tornare sui suoi passi dopo alcuni tentativi «non troppo fortunati con fornitori del Far East a causa della raffinatezza dei nostri prodotti che stride con il marcato orientamento ai grandi lotti che è tipico della manifattura orientale». Non ha perciò smesso di guardarsi intorno, scovando fuoriclasse ovunque, come un autentico talent-scout: «L’Italia conserva senza dubbio posizioni da primato nella meccanica», ha commentato Antonio Dordoni, «ma ottimi esempi di professionalità si trovano anche in Paesi quali Polonia e Romania». Oggi una quota pari al 30% dei lavori viene affidata a collaboratori esterni scelti in un’ampia rete da circa 1.200 realtà. «Solamente alcuni fra loro», ha però notato Dordoni, «possono essere considerati di riferimento e impegnati sulla maggior parte delle commesse più complicate. Lo spettro dei possibili incarichi è molto vasto e diverse sono le competenze richieste a seconda che per esempio si richieda la realizzazione di un armadio elettrico oppure sulle strutture. È necessario un know how adeguato sui componenti, sui sottogruppi e su tutte le varie parti di una macchina, oltre a tutte quelle certificazioni che sono abituali per molti dei nostri clienti più consolidati ed esigenti. Gli armadi elettrici sono assemblati su nostre precise indicazioni», ha concluso Dordoni, «ma i subfornitori sono fondamentali anche per tutte quelle categorie di prodotto che esulano dai canoni standard e a cui sono indirizzate richieste estremamente specifiche degli utilizzatori finali. E lo stesso può dirsi infine dei sottogruppi, o ancora dei servizi di programmazione e di ingegneria».

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