Italia-Germania: alleanza strategica

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Frank Heeren, responsabile di produzione e del progetto Efqm di Bosch Bari Tecnologie diesel e Sistemi frenanti Spa
Frank Heeren, responsabile di produzione e del progetto Efqm di Bosch Bari Tecnologie diesel e Sistemi frenanti Spa

In Italia la multinazionale Bosch dà lavoro a quasi 6.000 persone con 14 società del gruppo e quattro centri di eccellenza: Udine, Modena, Offanengo e Bari. Quest’ultimo nell’ottobre del 2012 ha conseguito il premio Efqm – European foundation for quality management per la promozione dell’eccellenza sostenibile nella categoria Managing by processes per la migliore gestione dei processi produttivi. Abbiamo intervistato Frank Heeren responsabile di produzione che ha dichiarato «In Italia Bosch ha realizzato nel 2011 un fatturato da 2,1 miliardi di euro per una crescita del 5%. Il 61% del volume d’affari  proviene con 1,3 miliardi dal settore automobilistico. Per il gruppo la Penisola è fra i mercati più importanti».

Ma quali fattori sono stati decisivi per l’affermazione europea del polo di Bari?
È uno stabilimento produttivo focalizzato perciò sulla soddisfazione degli ordini dei clienti e per il quale è determinante il modo in cui vi si realizzano i nostri prodotti di elevata qualità. Il metodo deriva dal Lean manufacturing che decliniamo come Bosch production system (Bps). Bari è stata premiata come miglior fabbrica del gruppo per l’implementazione di questo sistema e una strategia vincente è stata l’estensione del concetto alle aree indirette, non strettamente legate alla produzione. Molti processi amministrativi sono stati ottimizzati nel segno della Lean administration. Per Bosch tuttavia la velocità nel miglioramento che si traduce nel motto Sempre un passo avanti è essenziale per affermarsi in un mercato incerto come quello attuale anticipando la concorrenza. Bari collabora per l’innovazione con i 200 ingegneri dedicati all’R&D del Centro studi componenti per veicoli o Cvit con cui da sempre cooperiamo anche per ottimizzare l’industrializzazione del Common rail.

Esiste un rapporto stretto fra le sedi pugliesi e la casa madre anche in termini di innovazione?
Come in tutte le nostre sedi nel mondo, anche a Bari è indispensabile la raccolta dal basso di idee per il miglioramento e feedback. Analizzati in dettaglio e classificati per efficacia e importanza essi vengono condivisi con gli altri stabilimenti specializzati nella stessa tipologia di prodotti. Il dialogo a livello di divisione e poi con l’intera struttura è un elemento chiave dell’innovazione continua.

Anche Offanengo è ritenuto un centro di eccellenza leader. Per quali motivi?
Vhit Spa (Vacuum and hydraulic products Italy) sviluppa, produce e commercializza pompe e dispositivi idraulici per il settore dell’auto e dei veicoli commerciali e la sua sede di Offanengo è attiva dal 2007. Nei suoi 36 mila e 200 metri quadri realizza 5 milioni di pompe l’anno e con 450 dipendenti è Centro di Competenza mondiale del gruppo sulle pompe a vuoto per autoveicoli. I principali costruttori sono tutti suoi clienti: Audi, Fiat, Lancia, Jeep, Chrysler, Ford, Iveco, Mercedes, Peugeot, Citroën, Porsche, VM Motori, Volkswagen.

Skill diffusi, terzisti di qualità: anche Bosch apprezza questi tratti dell’industria locale?     
Apprezza la flessibilità italiana e non solo. Entusiasmo e passione per il lavoro sono caratteristiche distintive che unite alla razionalità tedesca offrono un mix esplosivo di successo. In più le collaborazioni con le università e i fornitori locali per il potenziamento delle competenze permettono ai partner di toccare gradi d’eccellenza inaccessibili se essi stessi non fossero eccellenti.

Da sempre date al fattore umano la precedenza persino sull’automazione. Anche in Italia?
La soddisfazione del personale è di primaria importanza. Ci domandiamo sempre quale percezione dell’azienda abbiano i collaboratori e cerchiamo di migliorarla costantemente con azioni propositive basate sui risultati tuttora ottimi delle nostre indagini interne biennali in materia. I leader ritengono i dipendenti ispiratori e promotori del cambiamento e in tutte le sedi la relazione con le famiglie e i periodici incontri come il Family day o le feste natalizie sono occasioni essenziali di condivisione.

Qual è nella Penisola il vostro approccio alla formazione?
Si basa su piani definiti in accordo coi collaboratori in nome sia del raggiungimento degli obiettivi sia della soddisfazione delle aspirazioni di ciascuno. La crisi non ha mutato questo impegno perché crediamo indispensabile investire oggi in risorse umane e per questo consentiamo che gli addetti dedichino parte delle loro ore/lavoro al training così da accrescere nel tempo le loro conoscenze.

Ritenete possibile anche un’espansione della presenza e della forza lavoro nella Penisola?
Assolutamente sì e le acquisizioni compiute qui negli ultimi anni mostrano che Bosch ritiene l’Italia un ottimo partner economico. Anche se è inutile negare che molto dipenderà dalle scelte che il Paese vorrà attuare in materia di politica economica e industriale.

 

 

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