Ir4I: un cluster, un unico fornitore

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Gaetano Bergami
Gaetano Bergami
Gaetano Bergami

Titolare di Bmc Air Filters e presidente nazionale dell’Unione Cna Produzione Gaetano Bergami è anche al vertice del cluster Ir4I, acronimo per Innovation & research for industry, che aggrega ben 42 aziende per un totale di 3.000 dipendenti, con l’obiettivo di arrivare a 70 imprese entro l’anno e di ottenere un forte posizionamento a livello globale nel competitivo segmento dell’aerospazio. Nella sua triplice veste ha le carte in regola per argomentare sia del fenomeno delle reti di impresa sia dei loro fratelli maggiori e ben più ambiziosi, ovvero gli stessi cluster.«I network riguardano soprattutto società più piccole e dalla dimensione quasi artigianale», ha detto Bergami, «che oggi hanno dinanzi ben poche scelte se non quella di competere sui mercati esteri unendo le loro forze. La Cna sta giustamente dando loro spazio e attenzione ma il fattore essenziale per il loro successo è la volontà. Soprattutto quella di imprenditori che possano divenirne leader e trainare anche altri». Convinzione di Bergami è che le reti siano «uno strumento flessibile» e che possano strutturarsi per rispondere a esigenze diverse. Dalla vera e propria internazionalizzazione all’acquisizione di singoli appalti il discrimine fra buoni e cattivi risultati è sottile ma in fondo misurabile in base a un solo parametro: «La produttività», ha detto il presidente, «determina la validità o meno di un network». Distanti per dimensioni e tipologia dei committenti con cui puntano a interfacciarsi cluster e reti hanno tuttavia qualcosa in comune. Il presentarsi esplicitamente o no come una risposta alle carenze o addirittura all’assenza del proverbiale sistema-Paese («Quella di Ir4I è una scalata dell’Everest in solitaria», ha ironicamente commentato Bergami). E l’esigenza di concorrere nel mondo presentandosi alla clientela come fornitore unico, in linea con le tendenze dei mercati globali, capace in virtù delle sue competenze disparate anche di offrire una vasta gamma di servizi. «L’Europa presenta anche cluster da 1.500 aziende ed è con queste che dobbiamo confrontarci», ha detto Bergami, «con piani coerenti di politica industriale che nel nostro caso mettono al centro i clienti del settore aerospaziale. Ma all’interno di Ir4I coesistono specializzazioni diverse e fra loro complementari che vanno dai trattamenti termici sino all’elettronica e alla meccanica a 360 gradi». Non solo: contrariamente alla maggioranza delle reti formate da imprese di dimensione piccola o media un cluster tecnologico-industriale può dare alle sue attività un respiro territoriale più vasto, così come effettivamente accade a Ir4I: «Il 90% circa delle società che compongono il raggruppamento», ha detto Gaetano Bergami, «a cominciare da Bmc che ha il suo quartier generale a Bologna, hanno sede in Emilia Romagna. Ma alcuni partner agiscono in Toscana e Lombardia». Tanto nella prospettiva dei network imprenditoriali quanto in quella dei cluster la parola-chiave resta comunque sinergia. La differenza è che nel secondo caso essa è declinata in senso più ampio: «In una fase iniziale», ha argomentato l’ideatore di Ir4I, «le sinergie sono state ricercate soprattutto fra gli imprenditori interni al cluster, caratterizzati da know how e specializzazioni complementari, e sono sfociate nella creazione di gruppi di lavoro specifici che collaborano gli uni con gli altri. Attualmente però la focalizzazione è sull’attivazione di sinergie anche all’esterno di tale nucleo». Anche perché le iniziative e le sfide da affrontare sono quanto mai impegnative: «L’ingresso sui mercati internazionali può concretizzarsi entro quest’anno», ha concluso Bergami, «e da circa sette mesi stiamo lavorando a un progetto molto mirato ai mercati emergenti dell’industria aerospaziale. L’intento con cui siamo nati è quello di servire diverse tipologie di clienti in più aree geografiche».

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