La top 5 dei buoni motivi per investire in Russia secondo Subfornitura News

Investire in Russia è un’alternativa allettante per le imprese industriali italiane che intendono internazionalizzare. La disponibilità di idrocarburi e di fonti energetiche, la crescita degli indici macroeconomici, l’ascesa del settore plastico e l’attenzione del Governo per gli investimenti esteri sono solo alcuni dei motivi di tale interesse. Vediamo i 5 più allettanti nel dettaglio.

Ascesa del mercato

L’economia della Russia è strettamente legata all’andamento del petrolio e degli idrocarburi, prodotti dei quali il Paese è il secondo principale esportatore dopo l’Arabia Saudita. In quest’ottica la correlazione tra l’economia e le quotazioni del Brent è significativa: dopo il 2016 infatti l’indice è stato lo spunto per un rialzo del 17% del rublo rispetto al dollaro. Tale dato deve tuttavia trovare un buon equilibrio in quanto un eccessivo rafforzamento della moneta nazionale diminuirebbe le esportazioni e i ricavi in dollari.

Significativi per quantificare la ripresa sono gli indici macroeconomici. Il PIL è passato da un -0,6% delle scorse stagioni ad un +1,1%; l’inflazione ha registrato una diminuzione toccando il 5,6%.

La Banca Centrale inoltre non ha tagliato i tassi di interessa lasciandoli al 10% e sembra essersi arrestata anche la fuga di capitali e di investimenti.

Nuove strategie di business

Vista la dipendenza dal settore oil&gas il Governo ha deciso di operare politiche di diversificazione; è stato varato infatti un programma sostitutivo delle importazioni che incide principalmente nell’agroalimentare, nel meccanico e nel manifatturiero. Gli esiti di tale politica non sono stati esaltanti ma hanno permesso all’industria di recuperare il gap rispetto agli idrocarburi, raggiungendo il 60% del totale.

Sono chiare le opportunità di business per le imprese italiane, tuttavia il Governo russo le agevola ma con le sue regole; in molti casi infatti non è possibile importare ma sono agevolate le cooperazioni industriali, le società miste e l’insediamento produttivo inland. In particolare quest’ultimo punto è favorito anche dal crollo del mercato immobiliare russo.

Numeri della plastica

La crescita dell’economia russa, unita alla sovrabbondanza di idrocarburi, ha visto un aumento dell’impiego di polimeri in tutti i settori nei quali è possibile la loro applicazione. Le imprese locali tuttavia necessitano di interventi occidentali, motivo per il quale sono ben viste tutte le joint-venture e collaborazioni estere.

Per avere un’idea del settore basti pensare che nel 2015 si è siglato un accordo tra la società petrolifera russa Rosneft e la società di raffinazione cinese Sinopec. Con tale intesa si mira a destinare il gas liquefatto presente nella Siberia orientale alla produzione di etilene e propilene; in tal modo la produzione di etilene dovrebbe superare le 3 milioni di tonnellate, arrivando ai 6 milioni di tonnellate di prodotti petrolchimici destinati al mercato russo e cinese.

ZES, Regioni e Parchi

La Federazione Russa vede, nel suo tessuto istituzionale, una pluralità di enti territoriali in perenne competizione per attrarre il migliore investimento. Di grande rilevanza in tale ambito sono le ZES, ovvero le Zone Economiche Speciali; in queste realtà è possibile ottenere una serie di incentivi (fisco, dogane, amministrazione, ecc) a patto che l’impresa acquisti lo status di residente all’interno della ZES. La riduzione dei costi si aggira intorno al 30% e arriva fino al 50% per le zone particolarmente disagiate. Dato che ciò comporta un investimento minimo di 1 milione di euro, questa parrebbe la strada migliore per le imprese con grandi disponibilità. Le PMI potranno invece usufruire dei 190 Parchi Industriali allocati nelle regioni più industrializzate che sembrano la soluzione migliore per le PMI che si occupano di componentistica e semilavorati.

Garanzie del WTO

L’acquisizione, da parte della Federazione Russa, della qualità di membro della World Trade Organization ha comportato una crescita di circa 3 punti percentuali nell’economia del Paese. Di contro la Russia ha dovuto garantire un’apertura quasi totale del mercato interno. Tutto questo dovrebbe avere buone ripercussioni sul mercato interno; dovrebbe presentarsi infatti più trasparente e meno problematico. Ciò dovrebbe attrarre anche le piccole e medie imprese, fino ad ora intimorite dall’incertezza presente nella regione.

Di contro bisogna registrare dei ritardi nell’applicazione di alcune norme alle quali, molto probabilmente, la Russia sarà obbligata ad adattarsi, allineandosi in toto ai principi della WTO.

Investire in Russia, attenzione a…

Otre alle buone opportunità è necessrio informare l’imprenditore deciso ad investire in Russia circa i possibili rischi. Nonostante le misure volte a differenziare l’economia Russa essa risulta ancora assai legata agli idrocarburi; ciò, unito alla volatilità del rublo, rende l’investire in Russia una scelta ancora troppo aleatoria per le imprese più caute.

Altri rischi derivano dalla situazione istituzionale; sono ancora molte le situazioni in cui si incorre in problemi di corruzione e anche questo, unito alle incertezze normative, è fonte di perplessità.

Infine da segnalare il contesto internazionale, che vede la Russia al centro di sanzioni volte a limitare l’economia nazionale.

continua a leggere a pag. 10 di Subfornitura News – Ottobre 2017

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