Il Piano Industria 4.0 sta dando un considerevole contributo alle imprese del settore manifatturiero; in luce del fatto che molte misure hanno ricevuto conferme e proroghe siamo proprio sicuri di conoscere tutti i modi per sfruttare al meglio le opportunità fornite?

Il credito d’imposta Ricerca & Sviluppo del piano Industria 4.0

Tra le principali misure del Piano Calenda introdotte dalla Legge di Bilancio 2017 si contano: credito d’imposta alla ricerca, iperammortamento, superammortamento, beni strumentali e fondo rotativo imprese.

Il credito d’imposta viene riconosciuto nella misura del 25% o del 50% per le spese di R&S sostenute nei periodi d’imposta compresi tra il 21.12.2014 fino al 31.12.2020. Possono beneficiarne tutte le imprese indipendentemente da forma giuridica, settore economico e dal regime contabile adottato.

Il credito d’imposta viene riconosciuto fino ad un importo massimo annuale di 20 milioni di euro al condizione che siano state effettate spese per attività di R&S almeno pari a 30.000€.

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I nostri consigli: gli errori da non commettere

Non riconoscere le attività R&S

Prima di affermare che la propria azienda non svolga attività di R&S, e quindi non procedere sulla strada per ottenere il credito d’imposta, informarsi bene su quali attività sono considerate tali.

Interpretare male le voci di spesa ammissibili

Tali voci devono rientrare in una delle seguenti categorie:

  1. personale altamente qualificato impiegato in attività di ricerca e sviluppo;
  2. quote di ammortamento di spese relative ad acquisto o utilizzo di apparecchiature di laboratorio;
  3. spese relative a contratti di ricerca;
  4. competenze tecniche e private industriali relative a un’invenzione industriale, biotecnologia, topografia di prodotto o varietà vegetale anche acquisita da fonti esterne.

Ricostruire in modo veloce o approssimativo i costi del triennio di riferimento

Assicurarsi di calcolare con massima precisione i costi di questo periodo in quanto costituiscono la base per determinare il beneficio spettante agli esercizi successivi.

Dimenticare alcuni aspetti di coerenza nella valorizzazione dei costi di R&S

La documentazione tecnica obbligatoria per usufruire del credito d’imposta deve essere coerente con la documentazione esistente in azienda relativa ai progetti di R&S.

Non considerare i costi infragruppo o i costi relativi ad attività commissionate da clienti e fatturate agli stessi

Se l’azienda A svolge attività di R&S per l’azienda B a beneficiare del credito d’imposta è l’impresa B; analoga situazione avviene nel caso “infragruppo” ma la modalità di quantificazione dei costi è differente rispetto al caso precedente.

continua a leggere a pag. 4 di Subfornitura News – Settembre 2017

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