Immagazzinare l’energia elettrica risparmiando

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Gli scienziati dell’Università di Aalto, in Finlandia,  sono riusciti a sviluppare un elettrolizzatore per immagazzinare energia elettrica da carbonio e ferro, con la finalità di renderlo un sostituto più economico ed efficace del platino. Trovare un modo per immagazzinare l’energia elettrica è uno dei presupposti per incrementare l’uso delle fonti rinnovabili. Il platino, raro e costoso, storage_solare_eolico_PNNL_Industria_Energia-700x325 è tradizionalmente impiegato come elettrolizzatore in electrocatalisi per immagazzinare energia elettrica. “Ora possiamo ottenere la stessa efficienza del platino con un materiale meno costoso. Quasi il 40 per cento dei costi del materiale di accumulo di energia con un elettrolizzatore provengono dall’electrocatalisi” spiega il ricercatore senior Tanja Kallio. Il gruppo di ricerca ha sviluppato un nanotubo di carbonio che conduce elettricità molto bene e funge da supporto, mentre la recente aggiunta di un singolo strato di carbonio ricopre le funzioni di catalisi del ferro. Nella fase di produzione, il ferro è coperto con il grafene. “Il metodo è stato modificato per rendere molto attiva l’elettrocatalisi. Con attiva ci riferiamo alla piccola quantità di energia necessaria per immagazzinare energia elettrica sotto forma di idrogeno. Questo riduce le perdite causate da depositi chimici e il processo così diventa economicamente sostenibile” continua Kallio.

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