Il Giudice di Pace: una scelta vantaggiosa

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Il mondo della meccanica è quanto di più eterogeneo e variegato si possa immaginare, soprattutto per l’enorme tipologia di prodotti e la loro rilevanza economica: dai macchinari valutati milioni di euro a un semplice bullone, tutto è meccanica. E così si può avere a che fare con enormi centri di lavoro a cinque e più assi, presse, torni, macchine per stampaggio, di taglio laser, ecc.; oppure con utensili, macchine di misura, piccoli stampi, software, o con materiali di consumo quali detergenti, lubrorefrigeranti. È evidente che i grossi macchinari, se danno luogo a inconvenienti o siano difettosi, trascineranno purtroppo gli interessati in grane giudiziarie altrettanto grosse. I malcapitati avranno a che fare con cause complesse, consulenze tecniche, accertamenti preventivi, vari gradi di giudizio, anni di preoccupazioni e perdite di tempo, spese salate. E difficilmente troveranno alternative a tale “via crucis”.

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Tuttavia per molte controversie, la legge ha approntato un rimedio che è collaudato ormai da anni e che è in grado di conciliare le ragioni del diritto con le esigenze della tempestività e della non eccessiva onerosità del servizio che lo Stato è tenuto a garantire, quello della giustizia. Tale rimedio si chiama “Giudice di Pace”. Un nome, un programma. O almeno un augurio.

Il Giudice di Pace conviene
Il “Giudice di Pace” fu istituito con la legge n° 374 del 21.11.1991 (in ambito penale l’inizio dell’attività del Giudice di Pace risale invece al 2 gennaio 2002) e ha “assorbito” le competenze del “vecchio” giudice conciliatore. Il suo compito è quello di tentare la soluzione amichevole delle controversie, tant’è che ad esso ci si può rivolgere anche in sede non contenziosa, senza cioè instaurare una causa, semplicemente chiedendogli – anche solo verbalmente – di intervenire al fine di prevenire una lite tentando una composizione amichevole.E in effetti il Giudice di Pace, che è organismo di snella configurazione, ha competenze limitate in quanto può decidere solo cause fino al valore di 5.000 euro e che riguardino beni mobili, nonché cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli o di imbarcazioni, fino a 20.000 euro. È inoltre competente per materia, cioè indipendentemente dal valore della lite, per le cause relative alla misura e alle modalità di uso dei servizi di condominio di case, e per le altre di cui al comma terzo dell’art. 7 cpc. Per contro, vi sono controversie sottratte comunque alla sua competenza, per esempio quelle in materia di lavoro e previdenza.
Ecco dunque che il Giudice di Pace può costituire una valida strada, di poco costo e rapida, da prendere in considerazione per imprese e imprenditori operanti in ambito metalmeccanico, qualora i valori in gioco siano di poco conto (inferiori ai 5.000 euro, appunto).

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Conciliazione e imprese
Il ricorso al tentativo di conciliazione dinanzi al Giudice di Pace non è mai obbligatorio e infatti il suo mancato espletamento non impedisce che si dia corso a una causa vera e propria. Tale regola, tuttavia, non è coerente con la normativa recente che ha introdotto il tentativo di conciliazione obbligatorio per un gran numero di cause. Spesso tale tentativo viene affidato a organismi privati, ma tale soluzione è spesso ben più costosa rispetto al Giudice di Pace e non è detto che abbia esiti migliori. Per tale ragione, imprese e imprenditori dovrebbero valutare con più attenzione il ricorso alla sicura competenza di un professionista quale il Giudice di Pace prima di scegliere vie “conciliative” alternative.

Il giudizio di equità
Un istituto che invece ben s’accorda con la natura del Giudice di Pace è il cosiddetto “giudizio di equità”, in cui il giudice stesso non è necessariamente tenuto ad attenersi alle norme di diritto ma piuttosto al senso dell’equità. Il Giudice di Pace, cioè, può non applicare la legge alla lettera ma una giustizia che potremmo “ sostanziale e di buon senso”, comunque osservando i principi informativi delle singole materie (v. Sent. n° 206/2004 della Corte Costituzionale), nei casi in cui l’applicazione rigida della norma potrebbe in taluni casi condurre a iniquità sostanziale.Il “giudizio di equità” è possibile anche per i Giudici superiori ma il Giudice di Pace può avvalersi di tale particolare procedimento anche senza richiesta delle parti, sia pure per le sole cause di valore non superiore a 1.100 euro, che in modo non appropriato sogliono definirsi “bagatellari”. Naturalmente in nessun caso è ammesso il giudizio di equità per questioni “superiori” quali il diritto alla salute, al lavoro, ecc. Il giudizio di equità si conclude con sentenza non appellabile, impugnabile solamente in Cassazione.

Ecco come funziona
Il procedimento dinanzi al Giudice di Pace è caratterizzato da grande snellezza.Basti pensare che l’atto introduttivo di citazione può anche essere effettuato verbalmente: il Giudice ne fa redigere verbale e il richiedente lo notifica alla controparte assieme provvedimento che fissa la data di comparizione. Naturalmente la domanda, comunque proposta, deve contenere l’esposizione chiara dei fatti e l’indicazione dell’oggetto: deve cioè essere ben chiaro che cosa si chiede e perché… continua a leggere (pag.10)

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