Il condominio Italia

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editoriale Colletta

editoriale CollettaL’anno 2014 è giunto al suo ultimo trimestre. Sono passati sei anni da quando il 15 settembre 2008  la Lehman Brothers Holdings Inc, attiva dal 1850, si avvale del Chapter 11 del Bankrumptcy Code statunitense annunciando debiti per un ammontare complessivo di 768 miliardi di dollari. La più grande bancarotta nella storia degli Stati Uniti. Da li, il mondo è cambiato, più volte. Un episodio americano ha coinvolto buona parte del pianeta. Ma dimentichiamoci del paese a stelle e strisce e vediamo come versa oggi l’Italia. Ha saputo interpretare il futuro? Ha saputo mitigare gli effetti di questo gigantesco conflitto economico finanziario? Facciamo finta di fare un viaggio virtuale all’interno di una normale zona residenziale di una nostra città. Prendiamo un palazzo qualunque è andiamo a visitarlo dentro. Via dell’Industria n°1 angolo via dell’Artigianato. L’edificio rinascimentale è ancora in discrete condizioni. Nonostante i secoli trascorsi dalla sua costruzione, ha piccoli segni di cedimento, almeno esternamente. Certo andrebbe ritinteggiato, sistemato i cordoli, rifatto il tetto. Il cortile esterno denota una certa incuria. Il prato è un po’ rinsecchito, trascurato e i verdi vialetti di una volta, son “spenti” cosi come la fontana centrale. Avrebbe bisogno di un forte riammodernamento, di un cambiamento radicale ed immediato. Il portiere Mario non manca, colui che tutto conosce del palazzo e dei suoi condomini. Indica le cantine al di là del cortile interno. Sono abitate da alcune famiglie senza lavoro, da pensionati che a mala pena arrivano a fine mese, e da alcuni giovani in cerca di una prima occupazione, già intristiti dalla situazione contingente. Altri stazionano seduti sulle panchine fatiscenti mentre alcuni son pronti a partire. Destinazione estero. Al primo piano appartamenti tutti chiusi. Un tempo abitati da proprietari di piccole industrie, esercizi commerciali, professionisti, gente normale che ravvivava il condominio. Oggi soltanto alloggi vuoti. Ma è tutto cosi? Niente affatto! Si sale e si notano situazioni  dove si cerca ancora di riorganizzarsi, di gestire i costi, di innovare  il processo e i prodotti. Inutile dire: la tensione che si respira all’interno è altissima. Ma questo è solo un terzo del palazzo. Infatti, la seconda parte dell’edificio, i molteplici piani intermedi, sono popolati da situazioni diverse. Troviamo aziende che esportano: mezzi di trasporto, biomedicale, piastrelle, food, packaging, prodotti di lusso, automobili sportive, impianti per la produzione di sigarette del futuro. (Da una frazione di un capoluogo italiano si esporta il 6% della produzione di tabacco europeo). Le multinazionali credono nel nostro tessuto industriale, nella nostra meccanica, ed investono milioni di euro. Le nostre aziende grazie alle esportazioni (1° semestre 2014 + 1,3%), chiuderanno il 2014 con una stabilità o lieve crescita del fatturato, una stabilità occupazionale, ma pochi margini. Il surplus con l’estero della bilancia commerciale italiana, quasi tutto concentrato nelle 4 A (Automotive, Arredamento, Alimentare, Abbigliamento), ammonta a 100 miliardi euro. Compriamo dall’estero solo tecnologia e automobili di lusso. Ancora una volta, l’industria manifatturiera resiste e nel 2013 vendiamo nel mondo circa 75 miliardi di euro di prodotti metalmeccanici contro i 18 del 1991. L’esposizione nei settori tradizionali e pari oggi soltanto al 30%, contro il 70% del 1994. Gentili lettori, la meccanica (e non solo) c’è, è sul pezzo! All’ultimo piano risiede l’amministratore del condominio. Completamente spaesato, confuso, incapace di mettere a sistema le potenzialità del “Condominio Italia”. Eppure, noi non aspettiamo altro.

Voi cosa ne pensate?

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