Il cliente

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il cliente subfornitura
"In questa epoca industriale, sociale ed economica, il cliente è e deve essere il punto di partenza, anche della produzione"
il cliente subfornitura
“In questa epoca industriale, sociale ed economica, il cliente è e deve essere il punto di partenza, anche della produzione”

Il cliente. Nulla a che fare con il film  del 1994 di Joel Schumacher. Non è un’entità eterea. È proprio lui, quell’individuo, libero, che abitualmente compra da uno stesso fornitore servizi o prodotti. Il cliente è colui che acquista ciò che noi quotidianamente produciamo. E’ colui che impiega i propri denari per avere le nostre lamiere tagliate, piegate, calandrate, forate, trattate. Quelle lamiere che diventano prodotti invidiati, copiati, desiderati ancor prima di essere pensati. Eppure, il cliente, del quale nessuna azienda o impresa può farne a meno, spesso viene trascurato, quasi dimenticato. E questa dimenticanza non ha confini, è vera tanto nei paesi occidentali, quanto in quelli orientali. Abbiamo abbondantemente superato il periodo glorioso di Henry Ford, dove era necessario capire come ottimizzare ed efficientare la catena di montaggio quindi di produzione, più per un miglioria del sistema in se, che per avvicinarsi all’utilizzatore finale. Sono diventati oramai conosciuti in tutto il mondo il metodo  Toyota ovvero la strutturazione nelle fabbriche di un processo “snello” di produzione. Oppure il metodo Kaizen dove i lavoratori in prima linea risolvono direttamente i problemi più complicati, o ancora il Kanban, ovvero il sistema di programmazione per la produzione just in time. O infine il metodo Andon, attivabile da qualunque lavoratore il quale, individuata un’anomalia del prodotto lungo la catena di produzione e ricoscontrato il difetto, con una serie di codici e procedure, arresta  la produzione. Ma in tutto ciò il cliente non esiste. Oggi invece, in questa epoca industriale, sociale ed economica, il cliente è e deve essere il punto di partenza, anche della produzione. Fondamentale è quindi diventato l’input del cliente. Portare questo elemento direttamente lungo la catena di produzione potrebbe significare per molte aziende, sopravvivere alle intemperie di questo momento di cambiamento epocale. Lo ha compreso bene ancora una volta Toyota, intenzionato a personalizzare (forse) ogni singola vettura in base alle esigenze, “voglie” del cliente; Amazon; diversi grandi gruppi bancari; gli ospedali più avveduti; le compagnie aeree; persino molti ristoranti sensibili al tema e perché no, anche all’incasso. Il cliente è il vero valore aggiunto di qualsiasi prodotto e le sue indicazioni saranno sempre di più stimoli per apportare modifiche, di desing o di strategia di marketing, o di pricing, praticamente in una logica just in time. Siamo già in un’epoca dove non esiste più il divario netto tra meccanica ed elettronica, tantè che normalmente oggi si parla di meccatronica. Domani, forse, si dovrà affermare di essere in un’era psicomeccanica, dove la conoscenza psicologica ed emozionale del cliente, sarà la base dalla quale partire per progettare nuovi prodotti o servizi, pensare a strategie di marketing ad hoc, strutturare servizi pre e post vendita in grado di capire la struttura mentale del cliente e rispondere cosi ai suoi desideri, manifesti o latenti che siano.

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