Idecon, macchinari per il controllo della qualità

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Christian Francesconi, Responsabile dell’azienda Idecon

Conoscere le leggi che muovono il mercato, sia come committente che come fornitore di tecnologia, è sicuramente un vantaggio competitivo importante. Che consente di studiare e magari anticipare la domanda in arrivo dai clienti, facendo il più possibile scelte ponderate e strategiche. É questo il caso di Idecon, azienda di Castel Bolognese, in provincia di Ravenna, che produce macchinari per il controllo della qualità per il settore alimentare e del confezionamento.
«Idecon è nata nel 2005 su iniziativa di imprenditori già da tempo attivi nel settore del controllo di qualità di fine linea – racconta il responsabile dell’azienda, Christian Francesconi -, siamo quindi un’azienda giovane, ma con una solida esperienza alle spalle e una produzione che per il 80% è destinata all’industria degli alimenti, anche se siamo attivi pure nel comparto chimico, farmaceutico, enologico e meccanico in genere».
Idecon, infatti, realizza sistemi completi per il controllo di qualità dei prodotti, partendo dalla progettazione, costruzione, fino all’installazione di selezionatrici ponderali, metal detector e linee complete di movimentazione.
«Nello specifico produciamo macchine, spesso altamente personalizzate, per controllare il peso fisso dei classici sacchetti da chilo che si trovano al supermercato, siano essi di farina o di zucchero o di pasta, e così via. I nostri impianti verificano che il peso sia quello indicato sull’incarto, in modo tale che, qualora il prodotto non fosse conforme con gli standard qualitativi vigenti, viene eliminato dalla linea di produzione. Oltre a queste macchine ci occupiamo anche dispositivi per la sicurezza alimentare, ovvero metal detector usati per controllare che all’interno del prodotto non ci siano contaminanti, di tipo ferroso oppure non ferroso (leghe di alluminio, rame, bronzo) o acciaio inox. Se vengono rilevati il prodotto viene espulso dalla linea di confezionamento. Infine, realizziamo anche impianti per il controllo di prodotti più voluminosi, quali cartoni contenenti diverse tipologie di prodotti o sacchi contenti materiale con un peso che può variare dai 10 ai 50 kg».
Quei fornitori che aiutano a produrre
Realizzare macchine per il controllo della qualità come quelle che propone Idecon sul mercato non è cosa semplice se si guarda alle dimensioni e al numero di pezzi di cui sono composte, sia per la parte meccanica, che per quella elettrica, fino all’elettronica. «Gli impianti Idecon non vengono realizzati totalmente in casa – spiega Francesconi -. Ci avvaliamo di un gruppo di fornitori che produce per noi, sulla base delle nostre specifiche tecniche, determinati particolari meccanici e certi componenti elettronici o elettrici. La nostra azienda poi li assembla, li collauda e li installa per garantire al cliente il prodotto finale richiesto».
Una squadra, soprattutto italiana, che con le proprie competenze aiuta Idecon a mantenere i livelli di qualità ed efficienza operativa che oggi gli vengono richiesti dal mercato.
«Ci affidiamo da anni a fornitori strategici, con cui abbiamo rapporti di collaborazione di lunga data, anche se la nostra rete di lavoro è sempre aperta a nuove aziende, dato che spesso dobbiamo cambiare partner per cercare di realizzare prodotti sempre più performanti e affidabili, così come ci viene richiesto dal mercato».

WPM 2013 x catalogo
Selezionatrice ponderale con metal detector integrato – serie WPM – di Idecon.

Affidabilità prima di tutto
Chi fa controllo di qualità sa che la precisione e l’affidabilità sono alla base del proprio lavoro. Le macchine che servono per portare a termine tali processi, in qualunque settore industriale si operi, devono quindi garantire operazioni il più possibile corrette, devono cercare di lavorare nel miglior modo possibile, riducendo al minimo i tempi di stand-by o i guasti. «Le nostre macchine devono essere molto affidabili visto che per lo più fanno controllo di qualità. Non è ammesso che i nostri clienti abbiano problemi di lavoro in linea, perché per loro significa interrompere la produzione, con danni economici ingenti – spiega il responsabile Idecon – . Per questo motivo scegliamo in nostri fornitori soprattutto sulla base delle loro caratteristiche tecniche e della qualità dei componenti che ci possono offrire. Spesso si preferiscono aziende italiane, geograficamente vicine alla nostra sede per avere la possibilità di controllarli e gestirli più facilmente, soprattutto se quello che ci devono garantire è un componente ad alta personalizzazione, che magari necessita di un lavoro di team con la nostra équipe interna».
Ma quando si parla di subfornitura, Idecon non tralascia neppure l’importanza del fattore economico e delle modalità operative del proprio gruppo di lavoro: «Di estrema importanza nella scelta di un’azienda fornitrice è anche l’offerta economica e di prezzo che ci viene fatta. In ultima battuta, è fondamentale anche la capacità di flessibilità operativa e la velocità con cui possono approvvigionarci del materiale richiesto. Oggi i nostri clienti ci chiedono sempre più spesso macchine con tempistiche strettissime e noi, per restare competitivi sul mercato, abbiamo la necessità di realizzare quanto richiesto nel minor tempo possibile, senza far mai venir meno la qualità e l’affidabilità dei nostri impianti».

Un po’ committenti, un po’ fornitori
Idecon è un’azienda italiana che produce in Italia, utilizzando componenti preferibilmente Made in Italy, che ad oggi si rivolge principalmente al mercato nazionale. Ma non per questo il suo marchio è presente solo nella nostra Penisola.
«In Italia vendiamo sia ad utenti finali sia a costruttori che poi inviano le proprie macchine in tutto il mondo. Siamo quindi un’azienda che opera sia come committente, che come fornitore di tecnologia per le aziende che utilizzano i nostri prodotti – spiega Christian Francesconi – . Il nostro cliente finale, ad oggi, è quindi ancora principalmente italiano, anche se le nostre macchine sono presenti in tutto il mondo proprio attraverso le grandi aziende a cui forniamo ed a cui inviamo i nostri impianti o parti di essi».
Ma quali sono i mercati esteri a cui oggi Idecon si rivolge direttamente? «Sicuramente alla Comunità Europea in genere, in Russia e al bacino del Mediterraneo. Aumentare la nostra presenza diretta nei mercati esteri è sicuramente uno dei nostri principali obiettivi. Per una questione logistica è sicuramente più facile raggiungere i paesi a noi vicini, ma stiamo ottenendo buoni risultati anche nei mercati emergenti sfruttando aziende locali che possono fornire oltre ad un supporto commerciale, anche un supporto tecnico».

 

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