I.F.ind: Tutti i pezzi… del beverage

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Giuseppe Marcon, C.E.O. di I.F.ind - ITALIAN FOOD INDUSTRIES.
Giuseppe Marcon, C.E.O. di I.F.ind - ITALIAN FOOD INDUSTRIES.
Giuseppe Marcon, C.E.O. di I.F.ind - ITALIAN FOOD INDUSTRIES.
Giuseppe Marcon, C.E.O. di I.F.ind – ITALIAN FOOD INDUSTRIES.

Quando si sorseggia una bevanda comodamente seduti al bancone del bar, non si pensa mai a quale percorso ha fatto prima di arrivare al bicchiere. E spesso, non si pensa neppure a come viene realizzata, di quali impianti necessitino le imprese che la producono e di quante migliaia di componenti siano costituiti questi macchinari per poter funzionare. Tutto ciò, naturalmente, vale sia per una birra, che per un bicchiere del miglior vino o del proprio soft-drink preferito.
A tutti questi quesiti, però, può sicuramente rispondere un’azienda come I.F.ind – ITALIAN FOOD INDUSTRIES, con sede a Breda di Piave, in provincia di Treviso, che da oltre un ventennio ha il suo core business nella produzione di macchinari destinati all’industria del beverage.

Quelle macchine che fanno bevande
Nata negli anni ‘90 come costruttore di serbatoi e silos per il settore enologico, alimentare e per la general industry, I.F.ind ha esteso la propria produzione alla realizzazione di macchinari e di impianti destinati al settore della birra e delle bevande in genere. Oggi esporta oltre il 60% della propria produzione. Macchinari, realizzati grazie ad un consolidato know-how e ad una rete di fidati fornitori con cui ha costruito un rapporto fiduciario e consolidato nel tempo.

Uno standard solo elevato
Tutti i macchinari I.F.ind devono poter funzionare in modo efficiente e affidabile. Potrebbe sembrare un’affermazione banale o, per lo più, comune all’impiantistica che viene utilizzata in qualunque settore industriale, ma non sempre è una cosa scontata: “L’industria del beverage richiede impianti costruiti con standard qualitativi estremamente elevati – racconta Giuseppe Marcon – . Per questo motivo, ci appoggiamo a fornitori storici, con cui lavoriamo ormai da lungo tempo. Il 90% di queste aziende sono italiane, il 10% europee, anche se molti di questi fornitori hanno una sede distributiva in Italia. La qualità del prodotto scelto è per noi più importante del prezzo di acquisto. In passato ci è capitato di acquisire prodotti provenienti da paesi non europei, più concorrenziali sul costo, ma che non ci hanno assicurato la qualità che cerchiamo. Una scelta che non si sposa con la nostra filosofia aziendale e con l’elevata qualità dei prodotti che da sempre offriamo al mercato”.
Come ci spiega il C.E.O. dell’azienda veneta, una valvola a stella o a farfalla montata su grossi impianti, come quelli realizzati da I.F.ind, non può permettersi problemi di tenuta, una pompa sanitaria deve essere in grado di sopportare pressioni elevate e il materiale acquistato per realizzarli non può mai corrodersi o arrugginirsi. L’acciaio utilizzato deve essere sempre il migliore disponibile sul mercato.
“Nel 2008, I.F.ind ha fatto la scelta di produrre impianti che facessero solo scambio termico e non filtrazione – chiarisce Marcon – . Questo ha significato poter mantenere una struttura di medie dimensioni, che si rivolgesse a settori con un minor numero di concorrenti. Ci rivolgiamo, infatti, ad un mercato di nicchia del beverage, che necessita di impianti di medie dimensioni”.

Impianto Mixer-Pastorizzatore-Carbonicatore per produrre bibite da 3.000 a 60.000 lt/h. L'impianto raggruppa tre macchine in una, permettendo di poter applicare singolarmente o contemporaneamente i tre processi di: miscelazione acqua/sciroppo, pastorizzazione della bibita e carbonicazione. La sanificazione in linea con la riempitrice facilita il mantenimento della condizione Ultraclean.
Impianto Mixer-Pastorizzatore-Carbonicatore per produrre bibite da 3.000 a 60.000 lt/h. L’impianto raggruppa tre macchine in una, permettendo di poter applicare singolarmente o contemporaneamente i tre processi di: miscelazione acqua/sciroppo, pastorizzazione della bibita e carbonicazione. La sanificazione in linea con la riempitrice facilita il mantenimento della condizione Ultraclean.

 

Subfornitori per lavorare e… innovare
In un mercato costantemente alla ricerca del nuovo, dove i competitors sono sempre di più e sempre più specializzati, spesso è difficile proporre vere e proprie innovazioni tecnologiche. Per questo motivo, per un costruttore di impianti come I.F.ind è più facile puntare alla realizzazione di prodotti tailor made, che rispondano a particolari esigenze produttive degli acquirenti.
“Collaboriamo da tempo sempre con le medesime aziende, proprio per evitare che i nostri livelli qualitativi possano venir meno, anche se siamo sempre alla ricerca di nuovi fornitori, capaci di assicurarci prodotti più performanti o in grado di risolvere specifiche necessità dei nostri clienti”, spiega Marcon.
E non mancano esempi concreti: “ Tempo fa un nostro fornitore ci ha fornito uno scambiatore raschiato molto particolare. Un componente che, inserito nel ciclo produttivo, ci ha aiutato a realizzare un macchinario che fosse in grado di lavorare liquidi più densi, come maionese o succhi molto torbidi, senza far venir meno le prestazioni di lavorazione richieste dal cliente finale. Il mercato, più che di innovazioni vere e proprie, ha sempre più bisogno di soluzioni su misura”.
Come quelle che I.F.ind proporrà a breve anche in due appuntamenti fieristici dedicati al settore del beverage, come il “Brau Beviale 2014” – una delle più importanti fiere internazionali dedicata ai macchinari ed agli impianti per la produzione di birra – che si terrà a Norimberga dall’11 al 13 Novembre, e alla nuova edizione di “Emballage 2014”, in programma a Parigi dal 17 al 20 Novembre.
“A Norimberga presenteremo dei fermentatori per birra classici e dei tunnel di pastorizzazione. Quest’ultimo è un nuovo prodotto, in fase sperimentale, che vorremmo proporre ai produttori di birra che necessitano di provare in laboratorio i propri cicli di pastorizzazione, per capire come ottimizzare le temperature oppure ottenere cicli di lavorazione più lunghi o più corti – racconta Giuseppe Marcon -. A Parigi proporremo invece delle parti di una sala sciroppi che stiamo realizzando per un nostro cliente del Bangladesh”.

 

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