I distretti industriali protagonisti della ripresa

0

Secondo il settimo rapporto annuale di banca Intesa Sanpaolo nel quale sono state analizzate 46.500 aziende, i distretti industriali si confermano punto di forza dell’industria italiana, in quanto dotati di una maggiore capacità di esportare, effettuare investimenti all’estero, registrare brevetti e marchi. L’attività innovativa e di branding si è intensificata negli ultimi anni e nel 2015-2016 è previsto un aumento del fatturato mediamente del 3,2% all’anno. Lo studio mette inoltre in evidenza l’emergere di alcune importanti novità che possono rafforzare ulteriormente i distretti. Ad esempio, è cresciuto l’interesse dei capitali esteri per le imprese distrettuali e si è assisisto al rientro nei territori distrettuali di produzioni precedentemente trasferite all’estero, il cosiddetto reshoring.

 L’esempio del Distretto cartario di Capannori

Tra il 2013 e il 2014 il Distretto cartario di Capannori (Lucca) ha visto l’ingresso nel capitale sociale dell’azienda Fosber, leader mondiale nei macchinari per la produzione di cartone ondulato, della società cinese Dong Fang, leader sul mercato domestico nei macchinari per la trasformazione dei fogli di cartone ondulato in scatole per imballaggio, anello della filera a valle dei prodotti Fasber. L’accordo prevede la cessione alla società cinese del 60% della Fosber (che fa capo alle famiglie lucchesi Bartoloni, Silvestri, Puccinelli e Mazzotti) oltre alla realizzazione di una joint venture in Cina per la costruzione di linee di produzione di cartone ondulato progettate specificatamente per il mercato asiatico. Il valore dell’operazione si attesta intorno ai 40 milioni di euro. Il gruppo toscano, attivo dal 1978, ha due stabilimenti a Lucca e a Green Bay negli USA e una filiale vicino a Pechino, esporta circa il 90% dei propri prodotti (la quasi totalità dei ricavbi proviene dai mercati esteri europei, nordamericani e sudamericani) ed è uno dei protagonisti della crescita della meccanica lucchese applicata alla carta.

L’accordo ha due motivazioni per l’azienda italiana, una di carattere industriale e l’altra di tipo finanziario. Sul primo fronte l’integrazione punta ad allargare gli sbocchi comemrciali di Fosber permettendogli di espandersi anche sul mercato asiatico. Sul fronte finanziario, invece, l’intesa risolcve una delle questioni più delicate per Fosber che è quella del passaggio generazionale e della necessità di capitali per lo sviluppo.

La società Dong Fang (quotata alla borsa di Shenzen) e la Fosber hanno garantito che i prodotti Fosber “continueranno a essere al 100% progettati, assemblati e seguiti dagli stabilimenti di Lucca e di Green Bay negli Stati Uniti”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here