I 5 interrogativi prima di unirsi

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Eugenio Ferrari
Eugenio Ferrari
Eugenio Ferrari

Parlare di reti d’impresa (oggi) non è più certo una novità. Il perseguimento di obiettivi comuni, la ricerca di maggiore competitività e l’incremento delle opportunità risuonano ormai come elementi di riferimento verso i quali tendere nel caso si scelga questo tipo di processo di aggregazione. Ovvero un modello di business che risulta alternativo a quello più individuale e frammentato più tipico del tessuto imprenditoriale italiano; un modello a cui riferirsi regolato da accordi basati su un contratto, definito appunto contratto di rete. Quale il suo significato? Chi lo può sottoscrivere? Come è possibile organizzare la collaborazione nel contratto di rete? In uno dei convegni svolti durante la recente edizione di MECSPE, AssoretiPmi e Comet hanno fatto chiarezza su queste tematiche, presentando anche alcuni interessanti casi di successo nel settore della subfornitura meccanica. A sovraintendere e a moderare gli interventi Eugenio Ferrari, Presidente di AssoretiPmi.

1.Che cos’è un contratto di rete?
La collaborazione in reti d’impresa deve essere regolata da un contratto di rete, ovvero uno strumento giuridico di aggregazione agile e flessibile che consenta la realizzazione di un’idea imprenditoriale comune alle imprese coinvolte, senza vincoli di distretto o comunque geografici. Al tempo stesso il contratto permette di mantenere individualità, autonomia giuridica e aziendale in quanto si tratta di un’aggregazione che non costituisce una nuova società né un consorzio.

2.Quali i contenuti principali del contratto di rete?
Nel contratto di rete devono essere obbligatoriamente presenti non solo le imprese partecipanti (e tutti i loro riferimenti), ma anche: l’indicazione degli obiettivi strategici di innovazione e di innalzamento della capacità competitiva dei partecipanti e le modalità concordate con gli stessi per misurare l’avanzamento verso tali obiettivi; la definizione di un programma di rete in cui siano espressi i diritti e i doveri dei partecipanti, oltre alle modalità di realizzazione degli scopi comuni; la durata del contratto; le modalità di adesione di altri imprenditori; le regole per l’assunzione delle decisioni dei partecipanti su ogni materia o aspetto di interesse comune (che non rientri nei poteri dell’organo comune ove istituito). Risulta invece facoltativo l’inserimento di altri elementi, tra cui: l’istituzione di un fondo patrimoniale comune, del quale deve essere indicata “la misura e i criteri di valutazione dei conferimenti iniziali e degli eventuali contributi successivi nonché le regole di gestione del fondo medesimo”; la creazione di un organo comune, i poteri di gestione e di rappresentanza conferiti a tale soggetto come mandatario comune, nonché le regole relative alla sua eventuale sostituzione durante la vigenza del contratto; le eventuali clausole facoltative di recesso anticipato dalla rete.

3.Chi può sottoscrivere un contratto di rete?
Il contratto è rivolto a qualunque imprese iscritta nel relativo registro. Possono dunque fare parte di una rete ditte individuali, società di persone e di capitali, consorzi con attività esterna e società consortili, società cooperative. Sono invece esclusi dalla facoltà realtà come i liberi professionisti, le associazioni di categoria o gli istituti finanziari, le associazioni, le fondazioni, le pubbliche amministrazioni per le attività svolte direttamente nell’esercizio delle loro funzioni… continua a leggere

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