Gruppo Ali: cosa chiediamo ai subfornitori

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XALI.01 - mr. Roberto Ragazzonibassa76 marchi concentrati in un unico gruppo danno vita a una delle maggiori realtà mondiali nel campo della produzione e distribuzione di apparecchiature per la ristorazione professionale. Il Gruppo Ali (Cernusco sul Naviglio, MI) progetta, produce, distribuisce e assiste apparecchiature per la ristorazione professionale, contando 8.000 dipendenti in 26 Paesi, di cui circa 1.900 in Italia distribuiti in 21 stabilimenti produttivi. Roberto Ragazzoni, direttore delle operazioni di gruppo, comincia analizzando il momento storico: «Intravediamo alcuni segnali di ripresa. Si tratta comunque di situazioni diffuse a macchia di leopardo e non possiamo ancora dire se si tratta di una chiara e duratura tendenza. In ogni caso, prima o poi la crisi terminerà anche se non credo che, almeno in Italia, si tornerà tanto velocemente ai livelli precedenti al 2009».

In che modo è possibile rimanere competitivi in tale situazione?
«Diversificando i mercati di sbocco e puntando decisamente sulle esportazioni».

Come ha mutato, la crisi, i rapporti con i vostri fornitori?
«I terzisti si lamentano dei tempi sempre più stretti e della richiesta di ottenere prezzi più bassi. I terzisti, tuttavia, dovrebbero capire che noi stessi siamo le prime vittime di questo nuovo modo di concepire il lavoro, e ciò a cascata si ripercuote su di loro. Anche per noi, infatti, il mercato è nervosissimo: bisogna essere reattivi, vendere a prezzi competitivi e variare di continuo i prodotti per seguire le richieste del singolo cliente. Insomma, dobbiamo rispondere velocemente a ciò che chiedono dall’oggi al domani i clienti, i quali non vogliono più avere prodotti a magazzino.  Anche per noi non è facile: abbiamo dovuto riorganizzare l’organizzazione del lavoro, razionalizzare i flussi, abbassare le scorte, ed aumentare la flessibilità. Ai nostri subfornitori chiediamo il medesimo sforzo: non si tratta solo di ampliare le capacità tecnologiche, di puntare sul laser o altre tecnologie innovative, ma anche di essere veloci e affidabili nel rispondere alle nostre richieste, versatili nella riduzione dei lotti, ovviamente senza dimenticare la competitività! Se il fornitore non si adegua rischia di essere abbandonato anche nel caso si tratti di un partner storico. È forse brutto da dire, ma il mercato è difficile e ci obbliga a queste soluzioni».

Quanto conta la “subfornitura laser” per il vostro gruppo? «Molte delle nostre fabbriche dispongono di impianti laser, per tale ragione ci rivolgiamo a subfornitori esterni solo quando la produzione satura le nostre macchine. In tali casi, comunque, scegliamo subfornitori nazionali e possibilmente vicini agli stabilimenti produttivi, proprio per essere maggiormente sicuri della rapidità del servizio. Pretendiamo, come detto, reattività e puntualità nelle consegne, ed è importante anche un prezzo competitivo».
Ragazzoni chiude con uno sguardo al futuro: «Il mondo si evolve, le situazioni cambiano, ma indietro non si torna. La subfornitura generica avrà sempre meno spazio, rimarranno competitive quelle imprese che sapranno specializzarsi, dare valore aggiunto al proprio prodotto».

 

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